31 May 2006

Non preoccupatevi, sto parlando da solo

Categoria:Email aperte — olden @ 11:22 pm

Avevo fatto molti sogni , riguardo alla mia vita. Sognavo di essere un veterinario di campagna, uno di quelli che mettono il braccio dentro le vacche, per aiutarle a partorire, e poi alla fine, esausti ma felici, con lo stesso avambraccio si asciugano il sudore della fronte.
Più tardi avevo sognato di essere un musicista blues, o - nella versione più estrema di questo sogno - un one-man-band itinerante con barba lunga e sorriso ironico sfuggente.
Infine sognavo di essere uno scrittore, un romanziere di talento o, ancora meglio, un giornalista sul genere Kevin Sites. Anche un po’ meno incredibile di Kevin Sites ma, insomma, spero di aver reso l’idea.
Inutile dire che nessuno dei miei sogni si è avverato, cosicchè oggi, guardandomi, non ho la più pallida idea di ciò che sono diventato. Non so se sono un tipo di successo, nè se sono un fallito. Non ho capito se dovrei essere felice, oppure se dovrei maledire me stesso per il resto dei miei giorni.

Confesso di non avere mai fatto alcunchè perchè i miei sogni si avverassero. Intendo dire cose tipo applicarsi seriamente, rispettare le tabelle di marcia, pormi obiettivi da raggiungere caparbiamente e via dicendo. Sono stato sempre assolutamente incostante, inaffidabile e bizzoso. Colgo l’occasione per scusarmi pubblicamente con tutte le persone che hanno avuto a che fare con me, e intendo dire che non ci sono scuse per il mio comportamento, non cerco alcuna giustificazione. La vita mi ha restituito sempre ciò che ho seminato, nel bene e nel male.
Comunque devo dire che, essendomi applicato poco in tutti i sensi, per fortuna non sono riuscito neppure a fare cose molto cattive perchè anche queste ultime esigono un minimo di applicazione e di metodo.

In definitiva, penso di non aver meritato molto di positivo, nè peraltro granchè di negativo.
Non ho fatto il veterinario, e non sono diventato il gemello eterozigota di Kevin Sites. Ho un buon lavoro , in proprio, che mi costringe a lavorare molto. Faccio quitidianamente il minimo indispensabile che - incidentalmente - in questo periodo equivale ad una mole di impegni enorme. Ma non ho la minima aspirazione di arricchirmi, e provo assai poca soddisfazione nel possesso di cose materiali. Tuttavia non disdegno affatto gli oggetti e i beni di consumo, poichè li ritengo un ottimo complemento per la mia pigrizia cronica.

Sono - come la maggior parte dei miei coetanei - saldamente schiavizzato da me stesso. Ed esattamente da schiavo mi comporto, ripetendo automaticamente i mei gesti quotidiani obbligatori, intervallandoli con fantasie che non racconto, con pensieri che non confesso, con nevrosi inutili e dilanianti.
Credo - nel complesso - di non avere e di non essere nulla di speciale. La consapevolezza della mia mediocrità è certamente ciò che più mi rattrista e dunque preferisco spesso e volentieri rifugiarmi un qualche nuovo tipo di nevrosi, affogare in un martellante tic mentale a caso, fumare 30 sigarette mentre soffro di bronchite, dormire troppo poco e lamentarmene, guardarmi allo specchio e non vedere niente.

Utilizzo qualunque mezzo per evitare di essere severo con me stesso. Anzi, ultimamente ho realizzato che dovrei impegnarmi di più ad essere indulgente, comprensivo e totalmente assolutorio nei miei confronti. In questo agire trovo sollievo, ma niente di più. Senz’altro è sempre meglio che niente.

Sempre meglio che niente è il riassunto della mia vita. Non sono veterinario di campagna. Non sono affatto un musicista. Non sono Kevin Sites. Non ho la minima idea di chi diavolo sono, anche perchè scoprirlo comporterebbe un certo sforzo e una considerevole costanza.

In ogni caso, avevo sognato anche due gioiellini biondi, che mi saltavano in braccio con un sorriso sincero ogni volta che rientravo a casa. Questo è avvenuto davvero e, a pensarci bene , è assolutamente incredibile. Se mi dite chi devo ringraziare lo farò immediatamente.

Paul Olden

24 April 2006

Ci sembra doveroso…

Categoria:Email aperte — Administrator @ 11:10 pm

L’Italia non cambierà davvero finchè non cambierà la Sicilia.

Anche noi, nel nostro piccolo, siamo con te, Rita.

Lettera da Palermo, pubblicata su www.beppegrillo.it

A mani nude i magistrati sono stati uccisi, a mani nude poliziotti e carabinieri hanno cercato nei crateri del tritolo i corpi dei loro colleghi, a mani nude preti coraggiosi sono stati abbandonati nelle loro periferie e poi uccisi o trasferiti, a mani nude i giovani coltivano la terra confiscata alla mafia per vedere i loro raccolti distrutti, a mani nude altri giovani vanno via. A mani nude sono morti giornalisti, imprenditori, liberi pensatori.
A mani nude noi donne e uomini siciliani scendiamo in piazza, parliamo con la gente, aiutiamo le donne e i bambini delle periferie, i senza casa, i migranti. A mani nude combattiamo come meglio possiamo la mafia, da sempre.

La mafia che respiriamo nell’aria dalle esalazioni delle eco-mafie, che unge quelle poche monete e banconote che teniamo in tasca, che ospita nei suoi edifici scolastici i nostri figli, che ci cura nelle sue strutture sanitarie; la mafia che fa salire, con l’addizionale del pizzo, il prezzo dei nostri consumi; la mafia che s’infiltra in una compiacente burocrazia pachidermica che porta alla rassegnazione di chi chiede come un favore, in cambio del voto, tutto ciò di cui ha pienamente diritto; la mafia che si annida nell’incuria dei nostri monumenti e nel vigore del cemento abusivo.

A mani nude restiamo soli a perdere battaglie politiche combattute con armi impari, a mani nude restiamo invisibili ai leader del centrosinistra, a mani nude abbiamo individuato la candidata ideale alla Presidenza della Regione Siciliana, a mani nude abbiamo imposto le elezioni primarie per la scelta del candidato della coalizione, a mani nude le abbiamo vinte, a mani nude stiamo cercando di vincere le elezioni regionali. A mani nude la nostra candidata, con una forza angelica e sovrumana, con le armi della trasparenza e dell’onestà, percorre da mesi le strade della Sicilia parlando alla gente da qualsiasi postazione, anche dal tetto di un camion, e lì dove riesce ad arrivare è amata da tutti. La sua faccia pulita e onesta occhieggia dai nostri muri sovrastata dalle gigantografie degli avversari: troppe, troppo grandi, abbiamo soltanto le lenzuola ai balconi per contrastarle.
Potremmo anche perdere se non capirete tutti che la battaglia è di tutti noi. Il mondo ci guarda: giornalisti stranieri giungono qua, incuriositi da queste strane elezioni, rese ancora più emblematiche dall’arresto del boss Provenzano.
MA L’ITALIA DOV’E’?
Che queste elezioni abbiano un significato enorme lo sa il centrodestra, che, infatti, ha dispiegato forze inimmaginabili. La Sicilia è la sua ultima o più forte roccaforte e queste elezioni possono conferire forza, o togliere forza anche alle gambe del neo governo nazionale di centrosinistra. Noi, voi, ci rendiamo conto di questo?
Si perde quando si è soli e soli non vogliamo essere più, si perde quando i nostri leader pensano di poter vincere con i comizi degli ultimi giorni e qualche manifesto per strada. E’ ovvio che non basta e lo dimostrano le nostre sconfitte. Abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti. Abbiamo bisogno che voi, veniate in massa a vivere con noi questa primavera di passione politica: leader, dirigenti, movimenti di centrosinistra, intellettuali, artisti, gente di spettacolo, persone oneste. Venite con noi nelle periferie a parlare con la gente, a cantare, a recitare, a tenere comizi in piedi sulle sedie, a sgolarci dai megafoni delle automobili. Se avete il peso per essere ascoltati lanciate appelli pubblici dalle pagine dei giornali nazionali. Altrimenti contattate amici, parenti e conoscenti siciliani, per convincerli a votare per Rita Borsellino e appendere ai loro balconi lenzuoli bianchi con su scritto: RITA PRESIDENTE! .

Palermo, 21 Aprile 2006
Mariadele Cipolla, Comitato XX Settembre per Rita Presidente

1 June 2005

Lettera aperta al Magnifico Rettore dell’Università di Urbino

Categoria:Email aperte — Damnesiac @ 11:42 pm

Caro Magnifico Rettore,
non voglio fare il vecchio bacucco, non potrei neanche visto che ho solo 19 anni: però due parole sulla laurea honoris causa in comunicazioni sociali che avete conferito a Valentino Rossi voglio dirgliele comunque.
Le confesso, caro Rettore, che se non fossi andato all’università, probabilmente mi sarei dato al porno. La carriera di stallone cinematografico, nel salubre e ameno ambientino dei pornodivi, ha sempre esercitato un certo fascino su di me. Forse con costante applicazione, dopo anni ed anni di aspra gavetta, avrei potuto conseguire in quel campo una discreta notorietà, e con essa il denaro e il prestigio. Certamente, però, avrei dovuto fare una scelta. Dedicare la mia vita, il mio tempo e la mia salute al porno. Personalmente, non me la sono sentita. Ho preferito inseguire la laurea in legge perchè ho creduto che m’avrebbe dato più garanzie. Un laureato è pur sempre un laureato, insomma: era anche una questione di principio. Così ho riunciato alla carriera di pornodivo.

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11 March 2005

Caro San Paolo

Categoria:Email aperte — Damnesiac @ 10:32 pm

Caro San Paolo, come stai? A me è successa una cosa grave. Te la scrivo invece di telefonartela perché non ho il tuo numero di cellulare. Ma anche perché so che ami le epistole. Non per adularti, ma personalmente ho imparato a scrivere le lettere minatorie proprio dal tuo carteggio coi Romani; che verve, che grinta! E chissà poi i poveri Romani, che colpo quando t’hanno incontrato dopo morti! Vegeto, potente e pure santo. Altro che Giuliano Gemma; glieli hai fatti vedere tu i lunghi giorni della vendetta, eh? :-)
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