11 July 2006

Due Cunti, anzi tre

Categoria:Litteratura — olden @ 11:44 pm

Copertina E’ una bella idea la mini-collana “Duecunti” (due-parole, gergale sicilano, ndr). Tre agilissimi libretti tra i quali svetta , manco a dirlo, il primo prodotto cartaceo in forma-libro del poliedrico Dario Morelli, in arte DM:

“Camionisti ubriachi contro il resto del mondo”.
(bel titolo, eh?)

Il libretto di Morelli ha non pochi indiscutibili pregi:

1. E’ composto di 4 racconti brevi. (così è più facile leggerlo anche se fa caldo boia e ti cachi il cazzo)
2. E’ scritto in uno stile incalzante e ritmato, che ti incolla alla pagina come una patella sullo scoglio.
3. Racconta storie molto estreme, ma non perde mai il contatto con la realtà.
4. E’ stampato fitto fitto in sole 31 pagine senza sprechi di sorta, quindi è ecologico.
5. Costa solo due euri e cinquanta, dico, 2,50, una cinquemila lire scarsa, insomma.
5. L’autore è amico ammè.

Bene. Passiamo ora ad una recensione degna di questo nome poichè il libretto, ancorchè in formato assai tascabile, la merita eccome.

Allora, l’argomento legante dei quattro racconti è il fantasma. No, non il tipo di fantasma da cinema horror che state immaginando, e non ci troverete neppure sciocchi emuli del fantasma formaggino in cerca di facile umorismo. Questi fantasmi, qui, cari miei, sono fantasmi di tutti i giorni. I fantasmi di Messina, della porta accanto a quella dell’autore. Fantasmi di provincia, che abitano le leggende metropolitane di una metropoli meridionale qualunque (Messina) , che poi in fondo tanto metropoli non è.

Il primo racconto narra di Goffredo Criscione, lo spirito che guarda Messina con la testa sotto il braccio. Ambientato durante gli anni d’oro del fascismo, il racconto riesce a disegnare immagini nitide e trasporta nella dimensione reale e plausibile dell’ambientazione nel giro di poche decine di righe. Il finale è melodrammatico, ma si fonde con i tanti particolari pulp che lo salvano egregiamente dal rischio di essere stucchevole. In una parola: efficace.

“Mattatoio Boccetta”, è il secondo racconto e la perla assoluta del libro. Non fa nulla per commuovere il lettore, eppure commuove. Non fa nulla per far inorridire e sorridere al contempo il lettore, eppure ci riesce. Non fa nulla per meritarsi la lode, eppure la ottiene alla grande. E’ il classico racconto breve che ti lascia qualcosa, quel po’ di amaro in bocca e quella voglia sottile di averne ancora. Che poi no, non serve altro: è perfetto così. (nota: questo racconto, da solo, vale abbondantemente il prezzo di copertina)

Gli ultimi due racconti sono un tantino più acerbi, quasi fossero idee non del tutto sviluppate. Poco male, perchè restano comunque assolutamente godibili.
In sostanza, considerato anche che il ragazzo è ggiovane e sicuramente si farà, anche se ha le spalle strette, c’è da rilevare che le idee e il talento ci sono eccome.

Non vi resta dunque che acquistare subito l’opera online, cliccando qui. Fidatevi: il libro vale molto più di quello che costa. E poi, in questo modo, quando Dario Morelli sarà unanimemente acclamato come la firma più promettente della nuova ondata di giovani autori italiani, voi potrete dire “c’ero anch’io!”

5 Commenti a “Due Cunti, anzi tre”


  1. Luciano Dice:

    Complimenti. Una recensione lucida e precisa, hai colpito nel segno!


  2. cara polvere Dice:

    bella recensione.
    breve, diretta, non ridondante, non incensoria, nè accessoriata.
    un saluto


  3. munacidd Dice:

    essì, ma se non voglio comprarlo onlàin dove lo cerco?


  4. ARAP Dice:

    Se non vuoi comprarlo onlain, cercalo a Messina.

    (http://lnx.kontrokultura.org/index.php/2006/07/11/due-cunti-anzi-tre/ )


  5. dea Dice:

    dario morelli è un genio

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