Non preoccupatevi, sto parlando da solo
Avevo fatto molti sogni , riguardo alla mia vita. Sognavo di essere un veterinario di campagna, uno di quelli che mettono il braccio dentro le vacche, per aiutarle a partorire, e poi alla fine, esausti ma felici, con lo stesso avambraccio si asciugano il sudore della fronte.
Più tardi avevo sognato di essere un musicista blues, o - nella versione più estrema di questo sogno - un one-man-band itinerante con barba lunga e sorriso ironico sfuggente.
Infine sognavo di essere uno scrittore, un romanziere di talento o, ancora meglio, un giornalista sul genere Kevin Sites. Anche un po’ meno incredibile di Kevin Sites ma, insomma, spero di aver reso l’idea.
Inutile dire che nessuno dei miei sogni si è avverato, cosicchè oggi, guardandomi, non ho la più pallida idea di ciò che sono diventato. Non so se sono un tipo di successo, nè se sono un fallito. Non ho capito se dovrei essere felice, oppure se dovrei maledire me stesso per il resto dei miei giorni.
Confesso di non avere mai fatto alcunchè perchè i miei sogni si avverassero. Intendo dire cose tipo applicarsi seriamente, rispettare le tabelle di marcia, pormi obiettivi da raggiungere caparbiamente e via dicendo. Sono stato sempre assolutamente incostante, inaffidabile e bizzoso. Colgo l’occasione per scusarmi pubblicamente con tutte le persone che hanno avuto a che fare con me, e intendo dire che non ci sono scuse per il mio comportamento, non cerco alcuna giustificazione. La vita mi ha restituito sempre ciò che ho seminato, nel bene e nel male.
Comunque devo dire che, essendomi applicato poco in tutti i sensi, per fortuna non sono riuscito neppure a fare cose molto cattive perchè anche queste ultime esigono un minimo di applicazione e di metodo.
In definitiva, penso di non aver meritato molto di positivo, nè peraltro granchè di negativo.
Non ho fatto il veterinario, e non sono diventato il gemello eterozigota di Kevin Sites. Ho un buon lavoro , in proprio, che mi costringe a lavorare molto. Faccio quitidianamente il minimo indispensabile che - incidentalmente - in questo periodo equivale ad una mole di impegni enorme. Ma non ho la minima aspirazione di arricchirmi, e provo assai poca soddisfazione nel possesso di cose materiali. Tuttavia non disdegno affatto gli oggetti e i beni di consumo, poichè li ritengo un ottimo complemento per la mia pigrizia cronica.
Sono - come la maggior parte dei miei coetanei - saldamente schiavizzato da me stesso. Ed esattamente da schiavo mi comporto, ripetendo automaticamente i mei gesti quotidiani obbligatori, intervallandoli con fantasie che non racconto, con pensieri che non confesso, con nevrosi inutili e dilanianti.
Credo - nel complesso - di non avere e di non essere nulla di speciale. La consapevolezza della mia mediocrità è certamente ciò che più mi rattrista e dunque preferisco spesso e volentieri rifugiarmi un qualche nuovo tipo di nevrosi, affogare in un martellante tic mentale a caso, fumare 30 sigarette mentre soffro di bronchite, dormire troppo poco e lamentarmene, guardarmi allo specchio e non vedere niente.
Utilizzo qualunque mezzo per evitare di essere severo con me stesso. Anzi, ultimamente ho realizzato che dovrei impegnarmi di più ad essere indulgente, comprensivo e totalmente assolutorio nei miei confronti. In questo agire trovo sollievo, ma niente di più. Senz’altro è sempre meglio che niente.
Sempre meglio che niente è il riassunto della mia vita. Non sono veterinario di campagna. Non sono affatto un musicista. Non sono Kevin Sites. Non ho la minima idea di chi diavolo sono, anche perchè scoprirlo comporterebbe un certo sforzo e una considerevole costanza.
In ogni caso, avevo sognato anche due gioiellini biondi, che mi saltavano in braccio con un sorriso sincero ogni volta che rientravo a casa. Questo è avvenuto davvero e, a pensarci bene , è assolutamente incredibile. Se mi dite chi devo ringraziare lo farò immediatamente.
Paul Olden
Dottor D. Dice:
Nessun mediocre al mondo si definirebbe mai mediocre. Per riconoscere la propria mediocrità non dovrebbe essere mediocre.
syn Dice:
Non mi dire che ti sei riprodotto…
andrè Dice:
poco tempo fa ho letto nel blog di mp un commento di dm:
“olden, l’uomo che non è MAI contento”
Forse sbagliava :)
Laguna Dice:
we che bello sto post, è davvero piacevole leggerlo :)
Satis Dice:
Io sono così ottimista che potrei spararmi.
gaia Dice:
Ognuno di noi e’ unico e irripetibile ,e’ proprio questa caratteristica e’ che ci rende speciali nelle nostre mediocrita’.Qualcuno dice che la nostra specie e’ il cancro del pianeta ,io credo invece che non esistono uomini perfetti ma uomini che fanno funzionare il cuore si…e tu sei uno di questi !
Satis Dice:
Nessuno è un fiocco di neve unico e irripetibile.
Nessuno è qui per rendere il mondo un posto migliore.
Nessuno è qui per uno scopo.
Nessuno è importante.
Nessuno è speciale.
Tu non sei il tuo nome.
Tu non sei il tuo lavoro.
Tu non sei la tua famiglia.
Tu non sei il tuo buon cuore.
Tu non sei la tua felicità.
Tu non sei la tua libertà.
Tu non sei il tuo futuro.
Tu non sei la tua vita.
Strappati il cuore dal petto e buttalo là dove sguazzano le vacche.
Il cuore è rimasto il tuo solo impedimento alla felicità.
La felicità è il tuo solo limite ad una giornata felice.
La libertà è l’ultimo ostacolo da abbattere per essere liberi.
Il futuro è solo una scusa per tirare avanti.
le idee,i progetti,le ambizioni,la tivù al plasma,questa roba è soltanto un incentivo a continuare.
Un incentivo da parte del verme che è in te e che si chiama civiltà.
Oppure:tuo padre.
Oppure:la storia dell’uomo.
Oppure:Canale 5.
Tu sei uno sputo di dio preso dal fango che prima o poi imputridisce e diventa merda.Quanto tempo ci puoi mettere,settant’anni?
Vogliamo fare centodieci?
Un milione di anni?
Non può essere molto più lungo da far passare.
Non è un invito alla rassegnazione.Non è un invito a cogliere l’attimo.
Serve solo per dire che,anche in un mondo migliore di questo,anche in un mondo dove ognuno di noi è unico,irripetibile e felice,prima o poi ognuno di noi imputridisce e diventa merda,con buona pace della nostra unicità,della nostra irripetibilità,e della nostra felicità.
Quelli che fanno i salti di gioia non mi sono mai piaciuti,se non si fosse capito.
Maxime Dice:
Adesso sei felice?
Riccardo Dice:
Roba profonda…
Mefisto91 Dice:
a proposito di felicità mi viene in mente una frase che ho sentito e che mi è rimasta impressa nella mente… “Il vero modo per essere felici è quello di donare la felicità agli altri”… provateci… funziona!