19 February 2006

Vignette rivelatrici

Categoria:Gravi fatti — olden @ 8:58 pm

Tempo fa qualcuno instancabilmente avvertiva che gli attacchi alle città sante irakene e lo scandalo di Abu Grahib avrebbero provocato un enorme accumulo di risentimento e di odio che sarebbe poi inevitabilmente esploso.
Essere sorpresi adesso è da ingenui.

Se si considera inevitabile e percorribile la strada dello scontro di civiltà - come suggeriva la Fallaci e altri esimi acculturati occidentali - questo è solo l’inizio.

Non voglio in questo caso analizzare quali e quanti siano i torti e le ragioni di ciascuna delle parti in causa, sta di fatto però che è sempre più evidente la nostra indole di rammolliti post-industriali di fronte alla decisione e alla determinazione delle masse islamiche.

Il fatto che gli arabi siano piu’ convinti e determinati di noi non è un dettaglio , e non dovrebbe destare alcuna sorpresa: il mondo occidentale è in piena decadenza politica, economica e morale, mentre la comunità araba globale intravvede chiari spiragli per una grande riscossa, ed è sicuramente disposta a pagare un prezzo per la vittoria.

Quale prezzo siamo invece disposti a pagare noi? Temo nessuno: non sappiamo piu’ soffrire, nè rinunciare, nè tantomeno combattere.
Finchè le risorse naturali degli altri ce le assicuravano i nostri scaltri diplomatici dell’era della guerra fredda, eravamo tutti disposti a mettere una bella pietra sulle implicazioni etiche e morali che tutto ciò comporta.
Oggi che la geopolitica attuale ci presenta l’unica possibilità di andarle a depredarle direttamente, come facevano i nostri antenati predoni e conquistatori, abbiamo leciti e comprensibili dubbi e perplessità.

La cultura, la consapevolezza, la democrazia, sono la nostra forza e il nostro vanto , ma possono anche essere la nostra debolezza di fronte alla cruda realtà dei fatti.
In definitiva, solo oggi scopriamo che il nostro tenore di vita non è affatto merito della nostra civiltà, ma è piuttosto un ricordo della nostra antica, spietata barbarie.

E’ una scoperta che ci lascia attoniti e disorientati, alla mercè di chi si pone molti meno dubbi di noi.

L’Iraq di oggi è lo specchio della potenza e dell’arroganza imperiale occidentale, ma è allo stesso tempo il manifesto della vacuità della forza militare quando essa pretende di prescindere da tutto il resto.

E’ perfettamente inutile analizzare cosa si dovrebbe fare se fossimo ancora popoli vigorosi e giovani come sono gli arabi. Non lo siamo. Siamo vecchi, stanchi e viziati all’inverosimile.

Nello scontro diretto, nonostante il grande sfoggio di armamenti sofisticati e di risorse che possiamo permetterci, vinceranno loro, perchè hanno molta meno paura di morire di noi. Perchè, a torto o a ragione, credono in sè stessi.

Non è una resa, non è vigliaccheria. E’ puro realismo. Tentare di ricucire gli strappi è l’unica via d’uscita percorribile, tentare in qualche modo una convivenza decente è l’unica nostra possibilità.

Nonostante le apparenze, la parte debole siamo noi.

Paul Olden

23 Commenti a “Vignette rivelatrici”


  1. Sing Dice:

    Questo post è altrettanto insultante dei libri della Fallaci intanto arabi=musulnani e musulmani=arabi? Mai sentito parlare degli arabi cristiani e dei turchi musulmani dei cinesi musulmani? Poi la descrizione che tu fai degli occidentali (che per te sono solo dei rozzi barbari come se gli arabi musulmani non avessero mai conquistato ucciso convertito ed addirittura ha fatto più vittime la tratta organizzata dai musulmani che quella atlantica, i turchi poi con il loro genocidio armeno) si applica piuttosto agli europei che effettivamente hanno rigettato il culto della forza della violenza e della guerra ma non agli americani che sono ancora disposti a soffrire. No nonostante le difficoltà in Iraq, questa guerra creerà più problemi a noi europei che agli americani. L’america è lontana da questi problemi e la cultura occidentale che ti segnalo è anche quella dell’America Latina, dove anzi su molti aspetti sono più avanti di noi italiani, ha bei giorni davanti a lei.
    Gli americani credono in se stessi eccome. Ed è questo è il fallimento che dobbiamo guardare in faccia noi europei. Gli europei vengono da Venere e gli Americani da Marte? Purtroppo comincio a credere che sia questo il problema.


  2. DM Dice:

    Il tono di questo post è volutamente provocatorio, e ormai c’è bisogno di tutto TRANNE che di provocazioni. In occidente come altrove urge riscoprire la dimensione individuale dell’uomo, contro il concetto delle masse/degli eserciti/delle civiltà in contrapposti. Inutile parlare quindi di occidente cristiano o oriente musulmano, come giustamente nota Sing. In altre parole è necessario unire distinguendo, non dividere omologando.


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