30 October 2005

Otto

Categoria:Orinawa Suhimuri - Viaggio in Giappone — Midosuji @ 10:02 am

Bere troppo il venerdì sera è cheap, sa di giovane inglese che se il giorno dopo non ricorda un tubo significa che si è divertito. Però sono già due volte che finisco a parlare con estranei con le orecchie da coniglietta di playboy e mi spaccio per greco. Ieri c’era una festa di halloween al pub della scuola e mi ricordo di un coreano con passaporto australiano che mi chiedeva perché lo odiassi con tre bicchieri di birra in mano. Poi è arrivato un altro forse americano vestito da winnie pooh che mi ha raccontato di quando ad Atene mangiava le pannocchie e giocava alla play station tutto il dì.

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18 October 2005

Sette (intervista a Vapour Trail e a quelli della Finderpop)

Categoria:Orinawa Suhimuri - Viaggio in Giappone — Midosuji @ 12:35 pm

Quando qualche giorno fa giravo per Tokyo e mi chiedevo di cosa parlassero tutte le persone che ci erano già state quando dicevano che è semplicemente incredibile, non avevo ancora visitato le zone di Shinjuku, Harajuku e soprattutto Shibuya, e non è che avessi di Tokyo un’idea particolarmente eccitata o che. Non vedevo altro che la classica grigia distesa
di cemento un po’ sgarrupata che in altri contesti in Giappone mi aveva fatto gridare al miracolo ma che lì, a Tokyo, stonava indicibilmente, sembrava un errore di stampa. Poi è sempre il solito il modo in cui i posti ti stupiscono: giri l’angolo e il mondo cambia, qualcuno apre il sipario e il fiato all’improvviso manca. Così è stato a Tokyo, per me.

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12 October 2005

Pasticcini

Categoria:Cosazze qualunque — syn @ 3:49 pm

Syn:

Senza (L)ira

“Inotrle, se dico di non fare una cosa, chi la fa lo stesso mi irrita. Evitate pertanto di incorrere nelle mie ire, please. E in quelle dei miei bravissimi avvocati”.

Daniele devo ahimè confessarti che se non avessi avuto a disposizione internet, e l’illeggittimo e illegale downloading dei tuoi spettacoli, a quest’ora non avrei la benchè minima idea di chi sarebbe daniele luttazzi.
Fossi in te quindi non mi impunterei tanto su queste frivolezze. Gli attaccamenti espliciti alle leggi e al lucro lasciamoli a coloro che non hanno altro a cui pensare.
Punto.
saluti e buon inizio blog.

Daniele Luttazzi:

Registrazioni abusive

No, caro Syn. Le riprese audio e video dei miei monologhi le faccio da me, per questo è vietato farle abusivamente. E’ come se uno facesse pasticcini buonissimi e qualcun altro, con la scusa che sono buonissimi, li trafugasse per regalarli ai passanti. Quando/dove/come mi va di intervenire, vuoi deciderlo tu per me? (Tu retorico. ) Grazie della possibilità di chiarire questo punto che spesso sfugge.

10 October 2005

Genio incompreso

Categoria:Cadute di stile — olden @ 9:34 pm

Le grandi idee di Lapo Elkann per il 2006:

Nuovo optional per la Grande Punto
Grande Punto (optional)
(Nella foto, dettaglio dell’interno dell’aletta parasole.)

Nuovo look per le strisce pedonali
Zebracoke
Lapo trova che le strisce pedonali bianconere siano illegali perchè usurpano abusivamente i colori della Juventus. Ha proposto dunque di ritinteggiare tutte le strisce pedonali bianconere del mondo nei colori fucsia e indaco, che sono anche molto più trendy. Resosi conto che prima di ritinteggiare bisognerà provvedere a cancellare il bianconero esistente, Lapo ha prontamente proposto alle amministrazioni comunali un pratico metodo da lui appreso nei suoi lunghi soggiorni negli USA. (Foto)

9 October 2005

Elogio del punto

Categoria:Inutilia! — olden @ 10:45 pm

Amo il punto. Lo adoro perchè è respiro. E’ pausa salubre. E’ tempo regalato al lettore e all’ascoltatore. Dio mi scampi dal puntevvirgola. La virgola, per carità, ha la sua bella utilità. Ma vuoi mettere il punto? No, non parlo di quello interrogativo. E neppure di quello esclamativo! Bazzecole. Roba da operetta. Un bel punto fermo. Ecco cosa ci vuole. Il Punto.

Bisogna riflettere su quanto poco venga usato il punto nella lingua parlata. Provo ad ascoltare qualche conversazione. Pongo attenzione anche a quello che dico. A come parlo.
Usiamo pochi punti mentre parliamo. Facciamo pause troppo brevi, come dei puntevvirgola; attacchiamo le cose una sull’altra, come cani che si rincorrono mordendosi la coda a vicenda; rabbiosi, sciocchi, frenetici e patetici; non sappiamo dare all’altro il tempo di pensare; non sappiamo dare a noi stessi il tempo di respirare.

Il punto è respiro. Il cervello si nutre di zuccheri. Ma soprattutto di ossigeno. Senza Il Punto il cervello è asfittico. Senza Il Punto il cerebro arranca come un ubriaco che procede a tastoni strisciando in terra, con la mano tesa verso la porta come se essa rappresentasse chissà quale salvezza, senza accorgersi che quell’uscio porta dritto all’inferno.

Ci vogliono punti. Pause. Respiri. Riflessioni. Tempi.
I politici fanno lunghe pause nei loro discorsi. E’ per prendere fiato tra un’arringa alla folla e l’altra. Sembrano punti, ma non li sono. Sono soltanto degli stupidi a capo. Non respirano. E non fanno respirare. Tentano di inebriare il pubblico costringendolo all’apnea. Bisogna fare attenzione. Non fidatevi mai di chi tenta di vendervi un a capo per un punto. Un punto vero. Originale. Fermo. Statico. Un macigno. Ecco quello che vi serve.

Gli scrittori giovani alla moda usano frasi brevi. Soggetto-Verbo-Complemento oggetto. Punto. Alcuni non usano la maiuscola dopo il punto. Ed è giusto così , perchè i loro sono mezzi punti. Mezze tacche di punto. Puntevvirgola cammuffati. In realtà tirano cocaina prima dell’inizio di ogni capitolo e nella loro mente un punto fermo è una chimera introvabile.

Io invece amo il punto. Quello vero. L’originale. La pausa. Il bel respiro profondo tra un concetto e l’altro.
Amerei molto essere un vecchio saggio, che si liscia la barba bianca dopo ogni punto inserito come una pietra nel discorso. Invece temo di essere anch’io un frettoloso puntevvirgolaio.

Devo assolutamente fare allenamento. D’ora in poi porterò sempre in tasca una manciata di punti, belli e grassocci, da usare alla bisogna nel discorso. Inizierò da adesso. Inizierò mettendone uno bello pesante qui.

Bisogna avere in sé il caos per partorire una stella che danzi. (Nietzsche)

Categoria:Cosazze qualunque — syn @ 8:50 pm

Prodi e Bertinotti


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