27 September 2005

Sei

Categoria:Orinawa Suhimuri - Viaggio in Giappone — Midosuji @ 7:58 am

C’è Tanaka-san che vive in una grossa baita ai piedi del monte e tutto intorno alla casa sa di cantiere. Attrezzi, ammennicoli, tubi, pezzi di legno, trattori e trattorini, pale, tutto sparpagliato in quello che potrebbe essere un giardino ma non lo sarà mai.

Tanaka-san ha una quarantina abbondante d’anni e ne dimostra circa trenta o sessanta. La baita l’ha costruita lui asse dopo asse e sembra tanto è grande la casa delle vacanze fai-da-te dello yeti. Legno scuro, rossastro, finestre bianche, una specie di esagerazione del clichè canadese-scandinavo.
Per entrare in casa ci togliamo le scarpe, io ho un calzino bucato e per coprire lo sgarro zoppico vistosamente simulando con la bocca un’espressione di dolore remoto che si è or ora rifatto vivo. Ci sediamo sorridenti in terra intorno al tavolino basso dove si presume la famiglia mangi (di fronte a noi un televisore da circa 36 pollici strapiatto sopra al quale sono appoggiati un paio di lettori dvd e un arnese pieno di luci di cui non colgo la funzione ma lampeggia rosso e blu); la moglie ci serve il tè e dice in un inglese nitido “japanese tea”. Il marito interviene prontamente e dice in giapponese che la moglie sa dire esclusivamente quello. Poi aggiunge che avrebbe chiamato il figlio per facilitare la comunicazione. Lui l’inglese lo parla eccome. Beviamo il tè.
Arriva il figlio e sulle prime ho un sussulto perché è uguale all’odierno Michael Jackson. Stessa bellezza aliena, stessi tratti somatici che sembrano plastica fusa. Solo i capelli sono diversi. Questo qua, il cui nome nessuno di noi riesce a cogliere, ha i capelli a elmetto da trincea. Non dice una parola in inglese ma annuisce come Michael Jackson quando qualcuno guarda verso di lui.
Tanaka-san racconta al mio fattore tedesco che traduce in simultanea che tredici anni fa ha mollato Nagasaki dove era nato e cresciuto, il lavoro di insegnante a Nagasaki (in Giappone gli insegnanti economicamente sono messi piuttosto bene e quando vanno in pensione diventano quasi ricchi), la casa a Nagasaki, tutto insomma a Nagasaki, ha preso baracca e burattini e si è trasferito con la famiglia intiera in Hokkaido, a Kamifurano. Si è portato appresso moglie, figlio, genitori, qualche zio e i cani e ha deciso che voleva coltivare le patate, il riso, le carote e qualche cipolla. Scelta a quanto pare condivisa da molti qui. Poi in mezzo a un racconto un pò confuso che anche in traduzione inglese non ho colto (c’entravano gli insetti e le automobili diesel), tutto felice Tanaka-san si alza e va a prende un oggetto arcano: il Doctor Soil. Doctor Soil è una specie di piccolo chimico per adulti che serve ad analizzare il suolo per valutare quale sia la migliore coltivazione possibile in determinate condizioni ambientali. Ci mostra le stampate dei risultati sul suo suolo e tutto orgoglioso spiega che da lui il top del top sono le patate. Annuiamo, certo, Tanaka-san se lo merita. Mi guardo intorno mentre continua a trafficare con le ampolle: sul tavolo della cucina c’è talmente tanta roba che a malapena sembra un tavolo. Nel lavello intravedo una pila di pentole. Uno dei cani di Tanaka-san ha infilato la testa in una delle mie scarpe all’ingresso. I tatami di questa stanza sono più bianchi del bianco che il sole ci si riflette e ti acceca. Sono un pò annebbiato quando il mio fattore dice Andiamo, dobbiamo far visita alla fattoria di Takeda-san.

Takeda-san. Quest’uomo ha pure circa quarant’anni, viene dall’Honshu (l’isola maggiore del Giappone) ma a quanto pare non vuole dirci da quale città, prima di venire in Hokkaido a fare l’agricoltore sgarrupato era un annunciatore radiofonico, non ha famiglia a parte una figlia che ora vive e studia a Sapporo (principale centro dell’Hokkaido con poco meno di due milioni di abitanti), e porta avanti una sorta di caffè-locanda in mezzo al niente nelle valli strette e silenziose vicino Nakafurano.
Takeda-san ha i capelli lunghi e ogni tanto se li lega con un pezzo di corda spelacchiata. Ci porta nel suo caffè che dall’esterno somiglia a una casa dell’orrore del Luneur dipinta a casaccio di rosa e lilla, e ad accoglierci è una cameriera alquanto cordiale, giovane e attraente, ci dice che siamo i primi clienti oggi. L’orologio dice che il caffè è aperto da circa tre ore. Bene, ci sediamo e prendiamo altro tè. Takeda-san racconta di quando sua figlia ha avuto un esaurimento nervoso. Da bambina tra i cinque e i dieci anni è stata sempre sola in casa in mezzo al niente di niente e senza vedere nulla di nulla a parte suo padre, le galline, una capra, gli alberi e una specie di tutrice comunale che le faceva lezioni sostitutive alla scuola. Poi è andata a scuola più o meno regolarmente e poi l’esaurimento nervoso e poi finalmente Sapporo e ciao ciao paparino. Anche lui ora è abbastanza contento perché può dedicarsi alle galline e agli altri suoi svaghi. Gli altri suoi svaghi sono: ospitare lavoratrici volontarie in un cottage di sua costruzione nei pressi della fattoria, a un chilometro circa dal caffè-locanda; guardare le lavoratrici volontarie nei suoi campetti di riso; chiedere alle galline quante uova hanno fatto e poi mandare una delle lavoratrici volontarie a raccoglierle. Inoltre guardare la lavoratrice volontaria che raccoglie le uova e eventualmente fumare.
Takeda-san ci porta in mezzo al bosco dietro la fattoria e ci mostra l’impronta di Godzilla. Il fattore tedesco dice che è un orso. Lo spagnolo chiede se è davvero Godzilla. Takeda-san dice Sì è veramente Godzilla. “Uau beri incredibol” dice lo spagnolo tutto entusiasta, “beri beri incredibol”.
In mezzo al boschetto c’è lo scheletro di una costruzione in legno. In cima alla costruzione in legno ci sono due enormi pupazzi di peluche. Ma enormi. Sono là, dice Takeda-san, perché tengono lontani i fantasmi. Il fattore tedesco ride. No, dice Takeda-san, scherzavo. Io mi metto una mano sul pizzetto. Lo spagnolo è a bocca aperta. Stanno là perché sono carini, conclude Takeda-san. Ah lo sono?, chiedo. Forse, dice Takeda-san e si aggiusta di nuovo i capelli con la corda.

18 Commenti a “Sei”


  1. IlaCi Dice:

    Più leggo e più ti invidio…
    Perché non chiedi a sto Takeda-san se gli serve un’altra lavoratrice?


  2. gi Dice:

    inoltro formale protesta alla redazione della baia dei porci perchè controlli e nel caso censuri le pagine che vengono pubblicate.
    tipo questa.
    io, a vedere quella foto allucinante dello spett. dott. michael jackson, mi è preso sul serio un colpo.
    voglio dire, cara redazione della baia dei porci, pensate a quante possibili azioni legali possono partire nei vostri confronti: parenti di infartati, genitori con bambini in lacrime, mariti che tornano a casa dopo 16 ore di acciaieria e trovano la cena bruciata e la moglie svenuta davanti al pc.
    riflettete, cara redazione, riflettete.


  3. Administrator Dice:

    Non crediamo che l’esposizione (peraltro a proposito) di una foto non artefatta che ritrae solo il volto (quello sì artefatto, ma non per colpa nostra) di un personaggio pubblico vivente come Jackson Michael possa rappresentare materiale contrario al buon costume, o idoneo a traumatizzare chicchessia, ia ia oh.


  4. dipstef Dice:

    Prima di leggere il blog credevo che si trattasse di un giapponese travestito da Michael Jackson.
    Invece è proprio Michael Jackson traves… si insomma … lui davvero.


  5. Midosuji Dice:

    Uhm, in effetti forse il figlio di Tanaka-san non era cosi` devastato…


  6. shutup Dice:

    non capisci! i pupazzi “carini” sulla casa sono viatici, un qualche cosa tipo lari. takeda-san è veramente oltre, cioè. saluti a billy jean


  7. cicciodroga Dice:

    ma olden dovè ?


  8. cicciodroga Dice:

    cmq lo spagnolo è proprio minkia


  9. Midosuji Dice:

    Ehm, si` cicciodroga, egli lo e`.


  10. Mrs Francis Dice:

    mi chiedevo come ci starebbe lo spagnolo accanto ai maxipeluche.è legale impalare uno spagnolo inutile in giappone?…ora vado a mettermi lo scotch sul naso che lo vedo un pò giù. Cordiali saluti a Takeda-san che ha capito tutto della vita e ovviamente ossequi alla gnocca Yoko se è ancora tra voi.


  11. Dottor D. Dice:

    Off topic: ma voi l’avete visto questo? http://baiadeiporci.splinder.com/


  12. PlayaGiron Dice:

    Oh ragazzi, su Splinder “Baia dei porci” era disponibile. Non so che farci…


  13. olden Dice:

    Ciccio, ci sono. Mi sono preso un periodo di meditazione.


  14. cicciodroga Dice:

    essendo un mezzo mediatico di grande importanza nascono i fake.. olden ti credevo morto fortunatamente c sei ankora


  15. IlaCi Dice:

    Bella cartolina… patate, patate, patate…
    Baci


  16. Midosuji Dice:

    Patate?


  17. IlaCi Dice:

    non la foto, quello che hai scritto…
    ma che te le fumi pure le patate?
    torna presto!!!!


  18. Midosuji Dice:

    Intendi patate?

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