Cronaca dell’Angelus n.13 e n.14
E’ ora finalmente chiaro quale sia stata la vera, grande eredità di Giovanni Paolo II. Wojtila ha trasformato la figura del papa nell’unica, vera rockstar del popolo cattolico, giovanile e non. Il pastore tedesco ha compreso perfettamente questa eredità e ne sta godendo appieno. Ormai sembra l’Ozzy Osburne di Comunione e Liberazione, il Paul McCartney dei carmelitani scalzi, il Marilyn Manson di Santa Romana Chiesa. I cori da stadio accompagano i suoi discorsi. Gli urlettini delle fans sottolineano gli insegnamenti catechistici. Gli applausi scrosciano dopo ogni preghiera dell’Angelus. E il papa saluta, il papa sorride, il papa benedice, il papa ringrazia, il papa invita tutti a Colonia come fosse la sua Woodstock.
In particolare, questa giornata della gioventù cattolica di Colonia è sempre sulla lingua del pastore tedesco. Il tema sarà “Siamo venuti per adorarlo”, e il papa non parla d’altro. Una domenica paparatzo spiega l’importanza dell’incontro di Colonia. La folla va in delirio. La domenica dopo paparatzo spiega il senso del “Siamo venuti per adorarlo”. Il pubblico esulta. Poi il paparatzo si sofferma soprattutto sul “siamo venuti”. Tripudio di massa. La domenica dopo il paparatzo passa al “per adorarlo”. Isterismo generalizzato ed estasi. Poi ancora Colonia. Grida e applausi. Poi ancora la gioventù. Cori e feste. La gioventù e Colonia. La folla scandisce: “BE-NE-DET-TO!” L’adorazione e la gioventù. Milioni di mani si spellano in applausi. L’adorazione e Colonia. La piazza esplode di gioia.
E così via, tutte le domeniche. Ma è vita, questa?