4 July 2005

Brevi cenni sull’Universo e sui paradossi spazio-temporali

Categoria:Inutilia! — Damnesiac @ 2:59 pm

Con questa breve trattazione, la Baia dei Porci intende dare non una risposta definitiva, ma sollevare quantomeno degli utili dubbi in relazione al problema delle interferenze tra mondi paralleli, con particolare riguardo ai paradossi spazio-temporali che un ampio filone della fantascienza mondiale ritiene possano portare a gravi conseguenze, quali soprattutto la distruzione dell’Universo intero.


1. LE INTERFERENZE TRA MONDI PARALLELI
Si ritiene comunemente che una interferenza sulla realtà A proveniente da una realtà alternativa B possa causare l’estizione dell’Universo se non viene giustificata all’interno della stessa realtà A, cioè se il fenomeno - proveniente da una dimensione parallela - non viene in qualche modo “assorbito” nella realtà parallela in cui si ripercuote.

Facciamo subito un esempio. Poniamo che il primo maggio del 2006 esploda la torre di Pisa perché colpita da un missile, il quale missile è stato lanciato in un mondo parallelo il 30 maggio 2006 e - per puro caso! - ha viaggiato tra i mondi paralleli attraverso un worm, cioè un “tunnel” che collega punti lontanissimi nello spazio.

Si ritiene comunemente [cfr. il film “Donnie Darko” e/o “Ritorno al futuro“, esempi rappresentativi di un ampio filone fantascientifico mondiale] che - restando nel nostro esempio - se entro il 30 maggio 2006, data di partenza del missile nella dimensione B, non si riuscisse a creare - nella dimensione A - una causa per l’effetto “esplosione-della-torre-di-Pisa“, si creerebbe un paradosso spazio-temporale (cioè una causa senza effetto) in grado di far collassare l’esistente.

Tenterò di dimostrare che le cose non stanno esattamente così.

2. PRIMA CONFUTAZIONE: “TU COME LA VEDI?”
Premettiamo innanzi tutto un dato ben noto a tutti: il concetto di “contemporaneità“, come ha dimostrato A.Einstein, non ha granché senso. Questo perché il tempo (come lo spazio) è relativo, cioè cambia in base al sistema di riferimento. Non c’è quindi da stupirsi che un fenomeno, avvenuto in un dato sistema il 30 maggio, possa produrre un effetto in un altro sistema il primo maggio, cioè 29 giorni prima.

La cosa può sembrare assurda solo perché in questo caso una prospettiva inter-sistematica è fuorviante. Nel nostro esempio, cioè, il “punto di vista” da assumere non dev’essere quello delle due dimensioni a confronto, la dimensione B in cui il missile parte il 30 maggio e la dimensione A in cui lo stesso missile arriva il primo di maggio, 29 giorni prima. Il “punto di vista” più corretto da assumere è quello del missile. Il quale parte in un certo momento e in un certo luogo, e arriva in un altro momento e in un altro luogo. La catena logica di causa-effetto è salva, perché c’è una causa e c’è un effetto, c’è una partenza ed un arrivo, seppure da una dimensione all’altra. Tutto il resto è questione di punti di vista.

Che la causa dell’esplosione della torre di Pisa nel mondo A non esista in quel mondo, è solo un problema del mondo A e dei suoi abitanti. Nel mondo B, invece, il problema è contrario ma uguale: quello di una causa (il missile che parte) che non produce effetti - apparentemente. Ma, ripetiamo ancora una volta, dal punto di vista del missile c’è una partenza, un fragoroso arrivo e nessun paradosso.

3. SECONDA CONFUTAZIONE: “LA LOGICA DI CHI?”
Che cos’è un paradosso? Esistono in realtà innumerevoli definizioni. Atteniamoci al concreto. Il nostro paradosso spazio-temporale consiste in un fatto reale che capovolge o distrugge il nesso di causalità. Un missile che arriva senza partire (o che parte senza arrivare). Come s’è visto nel paragrafo precedente, la contraddizione dipende soltanto dai punti di vista assunti. E’ chiaro che dalla prospettiva del missile, c’è una partenza e un arrivo, perciò il nesso di causalità è salvo.

Ma immaginiamo che non lo sia. Immaginiamo che il nesso di causalità venga davvero infranto da un fatto realmente accaduto e inspiegabile secondo il suddetto parametro. Se anche si verificasse un “effetto” assoluto, cioè non giustificato da nessuna causa, sì da fare crollare ogni regola logica, perché mai dovrebbe causare anche il collasso dell’Universo?

Il creato è forse schiavo delle regole della logica umana, delle nostre categorie, del nostro metodo di comprendere l’esistente? Peggio: questa concezione ci porta a credere che possa anche verificarsi un fatto per noi del tutto inspiegabile - che so, un missile sulla torre di Pisa proveniente dal nulla, mai sganciato nemmeno in dimensioni parallele -, ma il fatto stesso che si sia verificato non basta a renderlo “possibile”, almeno finché non si troverà una giustificazione umana. In altre parole, l’Universo potrebbe materialmente sottrarsi alle nostre regole logiche, ma a patto che ci si uniformi dopo, se non vuole incorrere nella sanzione dell’autodistruzione. In altre parole ancora, se l’Universo combina una marachella e l’uomo non interviene per “metterci una pezza” (nel nostro solito esempio, creando le condizioni nel mondo A per il verificarsi dell’esplosione della torre di Pisa entro il 30 maggio), allora sono guai seri, per l’Universo!

Questa concezione sembra davvero assurda, l’apoteosi della presunzione e dell’umano-centrismo.

(Il che non significa necessariamente che non sia realistica, visto che una cosa ci appare assurda solo in relazione con la logica umana…)

4. CONCLUSIONI
Con questo brevissimo contributo meramente divulgativo, speriamo di avere sollevato quantomeno alcuni dubbi tra il grande pubblico sul tema dei paradossi spazio-temporali, contribuendo a squarciare quel velo di luoghi comuni assai frequenti (non solo nel campo della fantascienza) che sono rappresentativi di una più ampia e generale tendenza deleteria: quella all’assoluto, ottuso, ostinato solipsismo umano.


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