27 June 2005

Pallottole vaganti

Categoria:Recensioni assai incompetenti — Damnesiac @ 12:56 pm

Ho appena chiuso questo libricino grondante morte che mi ha consigliato il collega redattore l’amicodelgiaguaro.

Trattasi di una carrellata rapida e fulminante su 101 fattacci di sangue perpetrati qui in Italia nel solo anno 2000.

Centouno delitti – frutto peraltro d’una selezione esclusiva tra gli oltre 750 avvenuti da gennaio a dicembre di quell’anno – che hanno riversato su tutto lo stivale secchiate di sangue, in gran parte innocente.

Luigi Bernardi, autore del libro, liquida efficacemente omicidi, infanticidi, follie assassine, stragi ed efferatezze varie in non più d’una paginetta a testa. La luce, perciò, sembra quella stroboscopica delle discoteche: lampi frenetici su un’autentica fiera dei massacri.


Si va dal giovanotto zingaro che uccide il padre col cacciavite alla signora che acchiappa una pallottola affacciandosi su una sparatoria di strada. Dal geloso che irrompe armato nell’aula universitaria allo schizofrenico matricida che sembra Psycho. Dal fabbro che forgia da sé la spada con cui squartare la moglie alla madre che si defenestra coi bambini in braccio. Dal camionista ubriaco che spara in faccia all’ospite alle ragazze sataniste che accoltellano la suora, al prostituto in acido che si da’ alla pedofilia, alla diciannovenne che partorisce e chiude la bocca della figlia con la cucitrice. E via così, fino al centounesimo eccidio.

Sono storie tutte orribilmente autentiche, s’intende, fin nei minimi particolari. Eppure lo stile è letterario, da noir all’italiana. Con tanto di ironia macabra, specie nei titoli dei capitoli (“Chi di spada ferisce…”, “Il giustiziere arriva in Smart”, “Una domenica, Domenico e Domenica” etc.) in pieno stile Achille Campanile. E’ inoltre innegabile un certo compiacimento horror dell’autore, una concessione alla vena dell’umorismo nero; ma temo sia un tratto comune anche a questa recensione, per cui…

Spesso mancano le motivazioni dei gesti narrati. O perché mancano anche nella realtà, o perché la forma spiccia che si ripropone l’autore finisce per eliderle. Fatto sta che sembrano un po’ tutti pazzi. E forse lo sono veramente. Perciò la scelta di fondo è ideologica: presentare questi assassini efferati come l’apoteosi del Male o come schiavi dell’”ignoranza del bene” di socratica memoria? L’autore sembra vertere in questa direzione. L’introduzione di Sergio Luciano sicuramente lo fa.

Poi c’è da chiedersi, leggendo l’interessante (ma forse un po’ datata?) postfazione di Bernardi, se quello che emerge dalle pagine sia davvero il ritratto sociologico e politico più autentico dell’Italia d’oggi. Dal canto mio, credo sia il miglior ritratto possibile dell’ ”Italia del malessere”, quel settore oscuro del nostro paese – la cui esistenza viene negata con veemenza da persone come Emilio Fede – nel quale teoricamente il continuo divenire della vita può precipitarci da un momento all’altro. In ogni caso è inutile specificare come lo spaccato proposto da Bernardi, seppure relativo a quella “certa” Italia più degradata e pericolosa, sia miliardi di volte più rappresentativo della realtà generale rispetto alle stramaledette “4 paperelle” dell’odiosa pubblicità.

L’unica parola di biasimo, da semplice studente, la indirizzo alla casa editrice DeriveApprodi. Questo comune paperback di 121 paginette viene venduto a dieci euro e mezzo. Acquistarlo, come ho fatto io, da www.ibs.it, fa lievitare il prezzo a oltre diciassette euro. La cosa è scandalosa, al punto che – pur convinto della bellezza, dell’unicità e dell’interesse di questo libro – se mi chiedessero se vale il suo prezzo, risponderei sinceramente di no.
Vergogna!

Luigi Bernardi - Pallottole vaganti, 101 omicidi italiani – Editrice DeriveApprodi - pagg. 128 - € 10.5


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