Cronaca dell’Angelus n.7
Dunque, Damnesiac non c’è, dice che deve andare a pranzo fuori (sarà vero? Damnesiac ci nasconde qualcosa? forse questo non è il suo vero nome? e che rapporti legano Damnesiac, o chiunque egli sia, allo IOR di Paul Marcinkus?), quindi ha chiesto a me di scrivere la cronaca dell’Angelus, il tradizionale appuntamento domenicale delle Baia amato da grandi e piccini. Ora, il problema è che in questo momento il mio orologio segna l’una e trentacinque e io mi sono appena svegliato, quindi, come dire, ho la vaga sensazione che l’Angelus sia iniziato e finito nonostante la mia assenza. Evidentemente a papa rnzgr e ai suoi amici non preoccupa il fatto che io abbia giocato tutta la notte a biliardo. Ecco, un Vaticano moderno dovrebbe pensare anche a questo. (Peraltro: fantastico gioco, il biliardo.) Dunque, cari fedeli, non mi resta che inventare.
Cronaca dell’Angelus n.7/A (inventata perché mi sono svegliato tardi e ho letto la mail di Damnesiac solo ora)
L’Angelus inizia in ritardo. Il papa, ribattezzato il pappa, si presenta alla finestra con una parrucca rosa shocking in testa, una collana d’oro al collo e una saliera piena di cocaina in mano. Fa uno/due/tre/prova nel microfono, poi rutta e ride. Annuncia che d’ora in poi al posto di quello schifo di ostie si useranno pastiglie d’acido. Le guardie svizzere esultano, i papaboys si guardano intorno preoccupati. Tutto quello che loro sanno sui drogati è che sono pelosi, hanno i denti aguzzi, gli occhi rossi e una coda luciferina, e in quel momento si stanno chiedendo se siano veramente al sicuro in quella piazza. L’improvviso attacco di vomito che piega il pappa rnzgr alla finestra, conferma ai papaboys che no, non sono al sicuro per niente.
Cronaca dell’Angelus n.7/B (come sopra)
L’Angelus inizia in ritardo. Per tutta la giornata varie indiscrezioni hanno tenuto occupata la bocca della gente. Pettegolezzi, secondo alcuni. Segreti d’importanza mondiale, secondo altri. Mimmo Caria è un barbone che dorme vicino al Vaticano da anni e con gli amici sta cercando di capire cosa stia per succedere. “Ve lo dico io”, dice. “E’ tornato Gesù Cristo! Il messia! E’ tornato! E’ tornato!”. Gli amici ridono come pazzi e bevono vino. Ogni tanto ruttano davanti ai papaboys che passano, e che hanno paura dei barboni perché tutto quello che sanno su di loro è che sono cattivi, mangiano i bambini e alcuni sono in grado di volare. “Voi ridete, adesso! Infedeli! Vedrete, vedrete! Il messia è tornato!” urla Mimmo Caria. In effetti non c’è mai stato tanto fermento per l’Angelus domenicale. Qualcuno inizia a credere a Mimmo Caria. Si apre la finestra. Si affaccia il papa. “Cari amici… oggi è una giornata speciale. E’ qui con me…Allah.” Mimmo Caria cade a terra morto.
Cronaca dell’Angelus n.7/C (uguale a quella sopra ma con Batman al posto di Allah)
Cronaca dell’Angelus n.7/D (continui chi può, io devo andare a mangiare)