1 June 2005

Lettera aperta al Magnifico Rettore dell’Università di Urbino

Categoria:Email aperte — Damnesiac @ 11:42 pm

Caro Magnifico Rettore,
non voglio fare il vecchio bacucco, non potrei neanche visto che ho solo 19 anni: però due parole sulla laurea honoris causa in comunicazioni sociali che avete conferito a Valentino Rossi voglio dirgliele comunque.
Le confesso, caro Rettore, che se non fossi andato all’università, probabilmente mi sarei dato al porno. La carriera di stallone cinematografico, nel salubre e ameno ambientino dei pornodivi, ha sempre esercitato un certo fascino su di me. Forse con costante applicazione, dopo anni ed anni di aspra gavetta, avrei potuto conseguire in quel campo una discreta notorietà, e con essa il denaro e il prestigio. Certamente, però, avrei dovuto fare una scelta. Dedicare la mia vita, il mio tempo e la mia salute al porno. Personalmente, non me la sono sentita. Ho preferito inseguire la laurea in legge perchè ho creduto che m’avrebbe dato più garanzie. Un laureato è pur sempre un laureato, insomma: era anche una questione di principio. Così ho riunciato alla carriera di pornodivo.

Valentino Rossi, mutatis mutandis, ha fatto invece la scelta opposta. In vita sua s’è occupato non di porno ma di moto. Con risultati straordinari, certo, roba da togliersi il cappello. Non so cosa pensa lei in merito, caro Magnifico, ma io concordo con chi ritiene Rossi un genio degli spazi e l’impareggiabile campione del suo sport. Non ho mai seguito più di dodici secondi di motomondiale, è vero. Ma se lo dicono gli esperti, allora mi adeguo anch’io: Rossi è davvero un grande campione. Spero che anche lei ne convenga, mio caro Rettore.

Quello che dico, però, è che la laurea honoris causa per lui non è affatto giusta. Lei mi capirà, Magnifico: è una stramaledettissima questione di principio.
Sei campione di moto? Bene. Allora ti auguro di vincere il Gran Premio Planetario della Grande Coppa dei Campioni Più Veloci Mai Esistiti nell’Universo della Minchia della Moto. Ma la laurea no, non c’entra. Per la laurea si deve prendere un’altra strada, fare altri sacrifici.

Non so se lei, caro Rettore, da giovane nutriva qualche passione sportiva come la mia per il porno. Magari, nel suo piccolo, lei prometteva bene come terzino destro, o era forse un nuotatore infaticabile. Magari - continuo a ipotizzare - avrà anche gareggiato a livello rionale, e sognato di continuare su quella strada. Poi però, come ho fatto io col porno, anche lei magari avrà rinunciato ad un futuro velleitario e incerto per gettarsi nel complesso mondo della cultura professionale. Quante migliaia di persone hanno fatto la nostra stessa scelta?

Eppure, caro Rettore, una scelta è tale solo se si esercita tra almeno due alternative. Due strade distinte che portino a due mete separate. Un’altra questione, ben diversa, è se invece una delle due strade porta a entrambe le mete, mentre l’altra no. In quel caso, la strada “no” è una strada sbagliata e chi la imbocca (io, lei, altri) è decisamente un cretino.
Pensi poi a chi ha appeso le scarpette (o la moto) al proverbiale chiodo per costruire con sudore, studio, fatica e applicazione un futuro più sicuro per sé e la propria famiglia. Lei, Magnifico, ha mai pensato alla laurea come a un traguardo “sportivo”, raggiunto, come tutti i traguardi che si rispettino, a costo di abnegazione lacrime e sangue? Provi a ricordare la sua soddisfazione nel giorno in cui la nominarono dottore, quando si sarà finalmente detto: “sì, ce l’ho fatta, ho dovuto penare e sacrificarmi ma alla fine ce l’ho fatta“.

Pensi addirittura a chi ha rinunciato a una carriera da sportivo per ottenere una laurea. E pensi ora a Valentino Rossi.
La botte piena. La moglie ubriaca.
Comincia a capire?

Lei mi dirà che qui si parla di due lauree diverse: una “vera”, piena, di quelle che qualificano. L’altra invece no. Aggiungerà forse che Valentino Rossi fa comunque più soldi con la moto di quanti ne sognerà mai un qualunque comunicatore sociale. Lei dirà che quel titolo non gli servirà a nulla, meno che mai per lavorare, perché ha un valore puramente simbolico.
MA IO LE RISPONDO CHE E’ PROPRIO IL VALORE SIMBOLICO CHE MI FA INCAZZARE!

Simbolicamente la sua università ci ha detto chiaro che siamo dei cretini! Simbolicamente ci fate capire che era più onorevole e meritorio (in ogni campo, anche culturale!) evitarci la gran rottura di palle rappresentata dallo studio e andare invece a spetezzare felici sulla motoretta. O a giocare a pallone tutto il giorno. O a ragliare canzoni di merda come “Tofee” o “Alba chiara” nelle bettole, per poi drogarsi ogni sera, bere e fottere tutto il tempo. Ci state dicendo che tutto questo ci avrebbe aperto altre vie senza precluderci comunque la soddisfazione di una laurea. Anzi, mica una laurea come quella che prenderò io. Una laurea ad HONOREM!

Honorem della minchia, con rispetto parlando, caro Rettore.

Se c’è qualcuno davanti al quale il mondo accademico dovrebbe inchinarsi, quello non è Valentino Rossi ma lo studente che si scassa il mazzo sui libri - se mi perdona il francesismo - dalla mattina alla sera e dalla sera alla mattina, facendo marcire il piede da maradonino o l’abilità schumacheriana sotto i banchi dell’austera università. Anzi, sa cosa le dico? Che se lo sapevo prima non mi ci iscrivevo neppure, all’università. Andavo a fare altro. Gareggiavo per i titoli sportivi. Mi davo al cricket. Sempre meglio che studiare come un ciuccio, abbandonando la carriera del cantante, dello sportivo o del suonatore di caccavella, per ottenere ciò che Rossi ha avuto addirittura AD HONOREM!

Lei mi dirà, caro Magnifico, che sì, sembra facile, però prova un po’ tu a sfrecciare sull’asfalto per ore e ore, superare tutti e tagliare il traguardo per primo. Valentino Rossi questo lo sa fare naturalmente, io nemmeno se mi ci applicassi tutta la vita.

D’accordo. E allora? Valentino Rossi saprebbe spiegare l’evoluzione storico-filosofica del concetto di sovranità, se ci si applicasse? Dico, se ci si applicasse per sempre, 12 ore al giorno, senza fare altro. Gli entrerebbe in testa prima o poi? Non lo so, anzi, non credo. Merito per questo una medaglia ad honorem dalla federazione motociclettara?

Ovviamente no. Nessuno mi acclamerà campione del mondo di moto ad honorem. Quelli, i motociclettari, sono persone serie. Le onoreficenze non le buttano mica via.
Secondo me, caro Rettore, neanche la laurea dovrebbe essere svenduta. Non in questo modo, almeno. Quella di Urbino poi non è mica l’Università di Cip&Ciop. E’ un’istituzione culturale importante del nostro paese, e non c’è bisogno certo che glielo ricordi io. Perché umiliare così il valore della Cultura, del sacrificio, della volontà di eleversi?

Io tutto questo lo trovo ingiusto. Non dirò spregevole immondo osceno intollerabile umiliante.
No. Mi basta dire che lo trovo profondamente ingiusto.

Con affetto.
Damnesiac

27 Commenti a “Lettera aperta al Magnifico Rettore dell’Università di Urbino”


  1. olden Dice:

    Caro Damnesiac, se le università fossero ancora i custodi della cultura e del sapere classico, allora tu avresti ragione. Ma oggi sono un’altra cosa: servono solo a sfornare i manager e i venditori per le aziende e per i prodotti di consumo di domani.
    La laurea ad honorem Valentino Rossi non l’ha avuta per i suoi meriti di motociclista: l’ha avuta perchè ha fatto vendere un numero incredibile di contratti “Alice ADSL” e di bottigliette di birra Nastro Azzurro.
    Ecco cosa si intende per “comunicazioni sociali”, inizi a capire?
    In pratica gli studenti del corso di comunicazioni sociali di Urbino studieranno sodo per anni e tuttavia difficilmente riusciranno ad eguagliare la potenza della faccia di Valentino nel vendere prodotti.
    E’ questo il tipo di persone che l’Università di oggi si propone di sfornare: semplicemente buoni venditori e buoni progettisti di prodotti di consumo. Valentino in questo è un fuoriclasse nato. Ha dimostrato nei fatti di avere già tutto quello che serve, e giustamente il Magnifico Rettore ha decretato che lui sì che sa vendere, ragazzi, cos’altro conta in fondo nella vita?
    La cultura? L’etica? Il Sapere? Ma davvero ci avevate creduto? Ingenui!
    Forse la prossima laurea honoris causa andrà a Calisto Tanzi, per aver saputo fare le piu’ furbe “comunicazioni sociali” degli ultimi anni.


  2. Midosuji Dice:

    Ma allora la laurea perché non darla ai “creativi” che hanno ideato le varie campagne di Alice e Nastro Azzurro? La gente si laurea in comunicazione perché parla la variante pesarese del romagnolo con la faccetta da schiaffi?


  3. syn Dice:

    Esternai già precedentemente alla donazione immeritata il mio disappunto: http://www.quellicheilpc.com/forum/viewtopic.php?t=26323


  4. Mirto Dice:

    Caro il mio Damnesiac, la diversità tra te è un pornodivo sta solo nelle dimensioni….Ovviamente del cervello perchè credo che un pornodivo non sia in grado di studiare 12 ore al giorno legge, e poi mettersi a lavorare bene!!
    Mentre la diversita’ tra te e Valentino, sta nel fatto che lui ha una laurea ad Honorem e tu no, e sai perchè?
    Lui con un frase ha spiegato perfettamente tutto ciò che vuole, tu con una pappardella di roba scritta non sei riuscito a dire nulla di buono. anzi, non ti sei ancora accorto che tutte e due le lauree ad honorem ai signori Rossi, non sono altro che una splendida trovata pubblicitaria della Università di Urbino che sta subendo un piccolo calo di guadagno dovuti ai pochi investimenti e donazioni che i soliti privati in questi ultimi due anni prodotto. soero di essere stato abbastanza chiaro….
    P.S. senza offesa….


  5. Damnesiac Dice:

    Caro mirto, ti pare normale che un istituto di alta cultura abbia bisogno di laureare i macachi per farsi pubblicità?
    Dico: come reagirebbero i cattolici se, per farsi pubblicità, la chiesa santificasse Britney Spears?


  6. Midosuji Dice:

    Damnesiac hai appena risposto a uno che si firma Mirto.


  7. Damnesiac Dice:

    Eh, però guarda che bella risposta.


  8. Mirto Dice:

    Per quanto sia la mia ignoranza, ricordo che la chiesa ha fatto molto di più, per farsi pubblicità….
    Poi, scusami, ma sono mooolto prevenuto sulla chiesa cattolica….

    PS. Midosuji, sai che a Osaka c’è un palazzo enorme col tuo stesso nome???? Manie di grandezza….


  9. Midosuji Dice:

    Mirto-chan, non solo un ovvio palazzo ma un’arteria stradale di enorme importanza. Una via che è anche un concetto.


  10. Midosuji Dice:

    Ecco ciò di cui parlo: http://www.osaka-saisei.jp/eng/culture/midosuji-1.html


  11. dr. Gian Pietro bomboi Dice:

    Parlare di Università in Italia è azzardato!! Io penso che, tutto ciò che possiedono sono solo i “DIRITTI D’AUTORE” di poter conferire lauree. Proibito ai comuni mortali, proibito a chi si sacrifica una vita. La cultura deve essere aperta e chi sa veramente deve essere premiato. Valentino e Vasco sono due soggetti eccellenti ma… non per una Laurea. Tutto quello che non va nelle università italiane è il MONOPOLIO.
    dr. Gian Pietro Bomboi


  12. ilvostroAffezionatissimo Dice:

    Lo so che non c’entra molto..ma almeno i due signori rossi hanno fatto qualcosa che ha rallegrato o distratto le vite di qualche uomo.. Pensate invece a quella maledettissima Melissa P (o chi per lei) che con un libro pieno d’oscenità ( e per altro banale nella stessa), che volendo si può comporre con un programma di autoscrittura, ha venduto ben 3 MILIONI di copie in tutto il mondo, guadagnando almeno un miliardo di lire.. Chissà quanti scrittori bravissimi non vedranno mai stampata una singola lettera delle loro opere! va bè basta, la smetto


  13. Administrator Dice:

    Chissà quanti scrittori bravissimi non vedranno mai stampata una singola lettera

    A occhio: sei uno di questi, vero?


  14. ilvostroAffezionatissimo Dice:

    ..purtroppo no! magari poterlo essere! Avrei più sano risentimento! Vale!


  15. dr. Gian Pietro bomboi Dice:

    Le università dovrebbero essere il tempio della vera cultura. Spesso si dimostrano “FORMALI” e, pretendono di essere solo loro a conferire lauree - a potersi chiamare università. Si sono spinti a tal punto che, se uno di laurea in America non può usare il titolo di “DOTTORE” in Italia. La differenza nasce dal fatto che, in America le lauree non hanno valore legale, mentre in Italia hanno valore molto legale!! Potrebbe essere giusto ma, allora, se sono veramente FORMALI e debbono rispondere a delle leggi precise, come mai queste lauree dei ROSSI ed altri che magari di formale non hanno niente?? Non è vero allora che, le università italiane, sono quello che vogliono farci credere, cioè che, possono addiritura impedire ad un laureato USA di chiamarsi DOTTORE. Io credo che le università italiane non hanno nessuna legalità. Oppure, se l’avevano l’hanno persa per strada. Anzi confermo che sono delle semplici società (anche spa) e… non hanno niente da comandare.

    Ciao


  16. Drastik Dice:

    Grandissimo!!!…con il tuo sfogo sei riuscito a mettere su “carta”(si fa per dire) ciò che molti studenti di Urbino hanno dentro ma che non hanno tirato fuori…io,per esempio,studio ad Urbino (anche se non ho più casa) e non t’immagini neanche di come mi siano girate quando hanno fatto questo bel “regalino” a Valentino:pensa che io adesso con questo caldo sto impazzendo a scrivere proprio per la mia tesi che dovrò discutere a breve….facendomi però il c**o come una zampogna…. :)


  17. Barilla R.R. Dice:

    A me fa impressione come ci siano ancora ragazzi, addirittura laureati, ( come se volesse significare chissà cosa ) che credono ancora alla favola del “Se non sei laureato non sei nessuno” - “vedrai che con la laurea avrai più possibilità nella vita” COSA??? Facciamo un semlice ragionamento prima di passare all’argomento Rossi. Qualcuno ha mai pensato che una Laurea Media impiega 7 anni? E questo qualcuno ha mai pensato che uno senza laurea ma con i contro cogliioni, in 7 anni può farne molta di carriera?…eh si Caro Damnesiac, mi sembra proprio che la tua Amnesia da Damnesiac non ti faccia ricordare o comprendere, non cosa conta nela vita, ma cosa serve!!! Se faccio una domanda retorica come: “E’ stato più furbo Valentino Rossi che a 26 anni guadagna 28 milioni di dollari o Damnesiac che se si trova qui a criticare un Honorem Valentino mi sa tanto che è insoddisfatto della sua vita e del suo portafoglio???…. ai post comment l’ardua sentenza!!!

    HONOREM ROSSI:

    CONCORDO PIENAMENTE CON HOLDEM E MIRTO, SONO LE UNICHE RISPOSTE PERFETTE PER UNA MANOVRA TANTO EVIDENTE E POCO COMPRESA! VEDI CARO Damnesiac QUANTE POCHE SONO LE PERSONE CHE COMPRENDONO DAVVERO COSA SUCCEDE NEL MONDO? QUESTE SONO LE POCHE CHE,COME VALENTINO ROSSI, PROBABILMENTE NELLA VITA ARRIVERANNO DA QUALCHE PARTE…QUELLI CHE ANCORA CREDONO ALLE FAVOLE ALLA FINE RIMARRANNO MERAVIGLIATI COME ALICE ( ADSL ? ) A GUARDARE CHI NELLA VITA SI è IMBRIATORIATO MENTRE CONTINUANO A SCRIVERE CRITICHE SU UN SITO INSODDISFATTI DI CIò CHE SONO!!!

    W LA VITA E IL TEMPO DI FARSI ANCHE L’ENNESIMA PAUSA MENTRE SI è IN UFFICIO…PERCHè C’è CHI PUò…E CHI NON PIò…ANCHE SE ALLA SERA LO CHIUDO, L’UFFICIO, ALLE 22:00.

    MA IO PUò!

    SEE YOU


  18. Damnesiac Dice:

    Non diventerai mai direttore della Banca d’Italia, o Consigliere di Stato, o Primario di un Policlinico, o Neurochirurgo titolare di un centro di ricerca, o Presidente di sezione della Corte di Cassazione, o Rettore di un ateneo etc. senza una laurea presa con sudore.

    Il che non è proprio come scorreggiare su una motoretta e fare “brum brum” in uno spot d’una birra. Fermo restando che i soldi non sono tutto nella vita.


  19. ste Dice:

    una domanda sorge spontanea: ma se tu avessi seguito la tua indole che ti portava al porno, in quante pulzelle avresti tu dovuto adire col tuo membro per la laurea ad honoris causa in medicina specializzazione ginecologia?


  20. Dr. Gian Pietro Bomboi Dice:

    Tutti i ragionamenti sono buoni. Diplomi - lauree - primo - secondo - terzo livello, etc. etc. E’ bello sapere perchè significa capire i fenomeni, su ciò che ci circonda. Resta il fatto che, deve cessare il NONOPOLIO delle università; ricordandosi, che la conoscenza la si può acquisite da “AUTODIDATTA” (per chi non ha i mezzi). La conoscenza non ha l’indirizzo o il come è stata ottentuta. O si ha oppure non si ha, punto e basta. Essere DOTTORI - poitersi chiamare DOTTORE non lo può proibire nessuno, quando chi porta l’ambito titolo ha veramente il merito del sacrificio.


  21. Anonymous Dice:

    ci sono molto ragazzi italiani che passano un quarto della L’ORO VITA A STUDIARE, E SI RITROVANO DA GRANDI A NON AVERE UN LAVORO…………….


  22. Pepi Dice:

    Basterebbe che andassero a fare i manovali.


  23. Dr. Gian Pietro Bomboi Dice:

    A proposito della Laurea H.C. a Valentino Rossi; qualcuno ha detto:
    …(La laurea ad honorem Valentino Rossi non l’ha avuta per i suoi meriti di motociclista: l’ha avuta perchè ha fatto vendere un numero incredibile di contratti “Alice ADSL” e di bottigliette di birra Nastro Azzurro)…

    Io domando: “Perchè si studia x cinque anni in una Università??
    Che cosa saranno mai le nozioni che verranno insegnate??

    Io dico in assoluti che: Le Università hanno carta bianca e sono proiettate esclusivamente verso il BUSINESS!!

    Bella roba, vero?? La scusa delle leggi che le università spesso usano quando qualcuno viene laureato da privati con motivazione: esperienza di 10-20-30anni… è solo perchè si vedono private (le università) di introiti. Che progresso!!

    Il mio giudizio è semplicemente: “le università non hanno assolutamenteLEGALITA0′ !!! Tutte balle.

    Saluti.


  24. sdrella Dice:

    Ehi Damnesiac…. come fa la tua moto?


  25. emiliano Dice:

    sono tutti santi o eroi, quando vogliono qualcosa bè..la chiedono lo sai a chi puo sentirli…la scritta vasco mica voi…


  26. christian Dice:

    caro damnesiac, le università servono solo a dare un titolo in fondo, perchè, in realtà , la capacità di uomo non si misura dai diplomi che può appendere dietro la scrivania. Se anche la capacità di comunicazione a volte è incoscia, questo non sigifica che non può essere insita in noi. pensa, mozart, per esempio, non ha una laurea in comunicazione, ma la sua musica riesce ad unire gente di vari paesi e usanze, perchè ogni arte, come in questo caso le moto, sono pura espressione di se stessi e quando esprimi liberamente te stesso stai comunicando qualcosa, molto più di coloro che hanno studiato come comunicare, ma in fondo dentro di loro non hanno molto da comunicare, perchè pensano che le persone facciano parte di un sistema e non viceversa. Quindi ti do un consiglio, prendi esempio dalle persone come lui, aldilà dei suoi fottutissimi soldi, che anche io detesto. Se comprenderai ciò, allora potrai anche vivere senza la laurea, altrimenti ne diventerai schiavo.


  27. christian Dice:

    caro damnesiac, le università servono solo a dare un titolo in fondo, perchè, in realtà , la capacità di uomo non si misura dai diplomi che può appendere dietro la scrivania. Se anche la capacità di comunicazione a volte è incoscia, questo non sigifica che non può essere insita in noi. pensa, mozart, per esempio, non ha una laurea in comunicazione, ma la sua musica riesce ad unire gente di vari paesi e usanze, perchè ogni arte, come in questo caso le moto, sono pura espressione di se stessi e quando esprimi liberamente te stesso stai comunicando qualcosa, molto più di coloro che hanno studiato come comunicare, ma in fondo dentro di loro non hanno molto da comunicare, perchè pensano che le persone facciano parte di un sistema e non viceversa. Quindi ti do un consiglio, prendi esempio dalle persone come lui, aldilà dei suoi fottutissimi soldi, che anche io detesto. Se comprenderai ciò, allora potrai anche vivere senza la laurea, altrimenti ne diventerai schiavo.

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