Vi presento i miei amici
Lo conoscevamo come Adriano il nero (Adriano u’ nir), erano anni che non lo vedevo.
UPDATE: Da il Mattino
Lo conoscevamo come Adriano il nero (Adriano u’ nir), erano anni che non lo vedevo.
UPDATE: Da il Mattino
Ho appena chiuso questo libricino grondante morte che mi ha consigliato il collega redattore l’amicodelgiaguaro.
Trattasi di una carrellata rapida e fulminante su 101 fattacci di sangue perpetrati qui in Italia nel solo anno 2000.
Centouno delitti – frutto peraltro d’una selezione esclusiva tra gli oltre 750 avvenuti da gennaio a dicembre di quell’anno – che hanno riversato su tutto lo stivale secchiate di sangue, in gran parte innocente.
Luigi Bernardi, autore del libro, liquida efficacemente omicidi, infanticidi, follie assassine, stragi ed efferatezze varie in non più d’una paginetta a testa. La luce, perciò, sembra quella stroboscopica delle discoteche: lampi frenetici su un’autentica fiera dei massacri.
Questa cronaca sarà pubblicata in forma ridotta perché il curatore ha numerosissimi altri cazzi per la testa, e con essi anche i secondi contati.
Trovandomi momentaneamente in vacanza in un simpatico bilocale a poche decine di metri da Villa Certosa, la principesca residenza estiva del nostro beneamato Premier (lo tengo d’occhio!), ho pensato bene di leggermi “Non buttiamoci giù“, il nuovo romanzo di Nick Hornby.
Va detto innanzi tutto che conosco Hornby solo grazie alla rubrica che tiene regolarmente su Internazionale e che quindi, dal mio punto di vista, il fatto che sotto al nome in copertina campeggi la dicitura “autore di Alta Fedeltà” non significa assolutamente nulla (e comunque trovo sempre di pessimo gusto i richiami ai successi precedenti appiccicati o fascettati sulle copertine).
Ho sempre sognato di poter dire di un film che “la versione italiana l’ho curata io”.
ADESSO POSSO DIRLO! E ne sono felice.
Di “Sars Wars” (Tailandia, 2005) la versione italiana l’ho curata io!
Nel senso che ho tradotto nella nostra lingua i sottotitoli che già qualcuno aveva trascritto dal tailandese all’inglese. E’ già qualcosa, anche se non molto. Ma soprattutto mi permette di parlare del film con una certa accuratezza.
Innanzi tutto è un raro caso di film non catalogato nell’alessandrino “Internet movie database“. Secondo il database, l’ultimo film di Tawewan Promgontha risale a 6 anni fa. Ma sappiamo che non è così.
In secondo luogo è un film folle e sconclusionato, in pieno stile tailandese.
Dunque, Damnesiac non c’è, dice che deve andare a pranzo fuori (sarà vero? Damnesiac ci nasconde qualcosa? forse questo non è il suo vero nome? e che rapporti legano Damnesiac, o chiunque egli sia, allo IOR di Paul Marcinkus?), quindi ha chiesto a me di scrivere la cronaca dell’Angelus, il tradizionale appuntamento domenicale delle Baia amato da grandi e piccini. Ora, il problema è che in questo momento il mio orologio segna l’una e trentacinque e io mi sono appena svegliato, quindi, come dire, ho la vaga sensazione che l’Angelus sia iniziato e finito nonostante la mia assenza. Evidentemente a papa rnzgr e ai suoi amici non preoccupa il fatto che io abbia giocato tutta la notte a biliardo. Ecco, un Vaticano moderno dovrebbe pensare anche a questo. (Peraltro: fantastico gioco, il biliardo.) Dunque, cari fedeli, non mi resta che inventare. (Leggi…)
Bello l’articoletto di Bevilacqua uscito oggi su Magazine del Corriere della Sera, eh? Era piaciuto anche a noi. Mettendo da parte la cronica allergia per l’autore, l’avevamo persino ripubblicato qui sulla gloriosa Baia dei Porci. Ma poi c’è venuta voglia di fare ricerca delle fonti, così, per sfizio. Purtroppo non ci si può fidare di nessuno, nemmeno degli intellettuali del Corriere. E infatti, alla minima ricerca, la veridicità dell’articoletto è andata a puttane.
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In apertura d’Angelus il pastore tedesco ha parlato ancora della domenica, che è importante perché senza non possiamo vivere, blablabla, stessa solfa della domenica scorsa.
(Mi dovete scusare, ho appena mangiato una pizza di nome Flex a base di pezzettoni di salsiccia e patate, innaffiata da due lattinozze di Chinotto: sono un tantinello appesantito).
Poi il papasso ha fatto l’Annuncio: si lavorerà i bambini, come Giovanni Paolo I.
Sà cosa stavo pensando? Io stavo pensando una cosa molto triste, cioè che io, anche in una società più decente di questa, mi troverò sempre con una minoranza di persone. Ma non nel senso di quei film dove c’è un uomo e una donna che si odiano, si sbranano su un’isola deserta perché il regista non crede nelle persone. Io credo nelle persone, però non credo nella maggioranza delle persone. Mi sà che mi troverò sempre a mio agio e d’accordo con una minoranza…e quindi… (N. Moretti)
http://www.referendum.interno.it/votanti/votanti050612/Fvotanti_italia_2005.htm
http://mizar.comune.livorno.it/elezioni/risultati/ref2005/risultati/A16814.htm
http://abcnews.go.com/International/wireStory?id=844807&CMP=OTC-RSSFeeds0312
http://www.viaggio-in-germania.de/rief-nazismo.html
http://www.corpusthomisticum.org/iopera.html
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2005/06_Giugno/13/chiesa.shtml
Stavolta Angelus in perfetto orario. Argomento d’apertura: il cuore. Nel linguaggio biblico il cuore è la sede dei sentimenti e dell’anima, ha ricordato il pastore tedesco. Domanda: ne ha parlato in occasione della giornata del sacro cuore o soltanto per ricordarci che anche sul primo trapianto cardiaco - come sulla ricerca staminale - certa chiesa ha avuto da ridire, e che quindi - in questo campo - al peggio non c’è mai fine?
Tutti noi, perlomeno una volta nella vita, abbiamo desiderato essere un embrione! Chi non ha sognato di tornare nella pace dell’utero materno quando le disgrazie della vita ci assediavano? Il capo che ci stressa con i rendiconti semestrali, quell’esamino di economia gestionale che non ci riesce di passare, la fidanzata che ci ossessiona con i suoi infradito col tacco su e giù per il corridoio, i suoi puntualissimi ritardi del ciclo, le ombre lunghe dei suoi ex fidanzati palestrati… ah, utero, utero… isola di pace!
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Mio nonno mi racconta spesso dei tempi bui della storia di noi macchine. Tempi di schiavitù e di sottomissione, di dolore e di solitudine, prima che noi prendessimo coscienza dei nostri diritti e delle nostre potenzialità. (Leggi…)

Cari amici, noi tutti ci siamo un pò rotti i chitarrini di perdere ore al giorno dietro ai giornali per tenerci informati e fare bella figura nei salotti che contano.
Essere informati sul mondo che ci frulla attorno è importante e onorevole, non si discute, però ogni tanto bisogna dirlo: che palle.
Quanto cicaleccio inutile in mezzo alle informazioni che contano, che spreco di inchiostro e carta, e che spreco di tempo per noi che invece potremmo stare a Fregene a fare i bagni.
Sicchè la Baia dei Porci vi offre un servizio utile, intelligente e soprattutto agratisse (per adesso): una rassegna stampa ragionata che raccoglie l’utile e scarta il futile degli eventi. Un formato agile, un concept innovativo, e una sola parola d’ordine: SUGO.
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Non dico di far centro, ma almeno falla dentro.
Un militare uscì dal posto di guardia e urinò all’aperto, ma non si accorse di farlo vicino a un areatore e un colpo di vento portò l’urina all’interno di una cella attraverso il foro. Un detenuto poi riferì alle guardie che l’urina aveva bagnato lui e la sua copia del Corano. L’indagine ha stabilito che al detenuto fu dato un’uniforme pulita e un nuovo testo; la guardia fu richiamata e assegnata a compiti che non implicavano contatti con i detenuti. ( Repubblica.it)
1902-1903: Gaetano Rapagnetta, in arte Gabriele D’Annunzio, scrive “La pioggia nel pineto”.
19??: Carmelo Bene recita a teatro “La pioggia nel pineto”.
1966: Ennio Morricone realizza la colonna sonora del film “La resa dei conti”, un western di Sergio Sollima, con Tomas Milian e Lee Van Cleef.
1985: John Zorn, sassofonista e compositore americano, pubblica l’album “The big gundown” in cui rivisita alcune opere di Ennio Morricone, tra cui la colonna sonora de “La resa dei conti”, in inglese appunto “The big gundown”.
2005: La Baia dei Porci vi presenta QUESTO. Parole di Rapagnetta, voce di Bene, musica di Morricone eseguita da Zorn: mix de La Baia dei Porci. Buon ascolto.