Cronaca dell’Angelus n.5
Ehm… Allora… Devo premettere che non è colpa mia. Non è colpa mia se il pastore tedesco s’è presentato in anticipo. Ho passato la mattinata a studiare, poi alle 12, orario canonico dell’Angelus, ho acceso il televisore. E il papa non era al balcone. Non era neanche a Roma. Era a Bari. E aveva già fatto tutto. Praticamente aveva finito nel momento in cui avrebbe dovuto iniziare. E io, un palmo di naso. Quindi non so cosa abbia detto. Certo, l’ho letto oggi sui giornali. Ma questa dovrebbe essere la cronaca dell’Angelus, mica la cronaca delle cronache dell’Angelus, no?
Tuttavia, so cosa ha detto oggi. Ha sguinzagliato i vescovi sui referendum italiani. Ma in tempo di conclave, Ciampi aveva detto ai cardinali per chi votare? Non mi pare.
Ciò detto, Repubblica riporta l’ira di Pannella. Il santo bevitore si lamenta che l’Unione, sui referendum, non prenda più posizioni chiare. E grazie al cazzo: dall’altra parte s’è schierato il papa! Il papa, capite? Il papa ti dice come devi votare (o non votare) alle elezioni. Complimenti! E’ come se Berlusconi volesse spiegare ai preti come si dice messa.
D’altro canto i cosiddetti laici, quelli secondo cui il papa dovrebbe occuparsi di chiesa&religione e lo Stato di politica&diritto, non sono più la maggioranza. La maggioranza si divide invece in due grandi linee di pensiero.
1. C’è chi pensa che quello che dice il papa sia legge di Dio, a prescindere, in ogni campo. Se il papa volesse far sposare Topolino con Elisa di Rivombrosa, secondo questa gente gli autori della fiction dovrebbero subito obbedire. Il papa comanda di ammazzare tutti i primogeniti strangolandoli col cordone ombelicale e infilando i cadaveri nel tritacarne? Eseguire, e di corsa. Chi la pensa così? Tanti, purtroppo. Individui del tutto estranei ai concetti di secolarismo e legalità. Sono schiavi nell’animo, mentalmente tagliati per la monarchia assoluta. Spiegargli che anche il potere, qualunque potere ha dei limiti, è semplicemente fiato perso. Come anche specificare che un capo religioso non dovrebbe ricattare chi è chiamato ad una scelta politica (sei con me e allora hai il voto dei cattolici, sei contro di me e allora sei un rinnegato).
2. C’è poi chi fa il ragionamento “io sono d’accordo con quello che ha detto stavolta il papa, quindi ben venga l’ingerenza del papa“. Questa è davvero la stragrande maggioranza degli italiani. Gli strumentalizzatori: grandi geni della strategia politica, di cui son colme le fila della destra come della sinistra. E’ la gente che esulta quando la mafia se la prende con Berlusconi allo stadio di Palermo, perché i nemici dei miei nemici sono miei amici, chiunque essi siano (mafiosi compresi).
Chi si colloca in questa prospettiva non è un laico: è un laido.
Nel nostro caso, è laido chi si rende conto dell’importanza di una chiesa libera in uno stato altrettanto libero, entrambi sovrani ma nel proprio campo, e nonostante questo si compiacciono del messaggio elettorale del papa perché per fatti loro sono contrari al referendum.
Per quel che mi riguarda, non volevo fare outing, come si dice in gergo. Ho apprezzato moltissimo il post di Olden e (purtroppo) ne ho condiviso finora i dubbi e le preoccupazioni. Cosa fare? Per cosa votare o non votare?
Non lo sapevo fino ad oggi.
Fino a quando, cioè, il papa mi ha convinto a votare 4 sì. Per quel che mi riguarda, saranno 4 sì di resistenza, cioè in sostanza un solo grosso NO a questo regressus ad infinitum che si sta consumando sulla via dello sviluppo scientifico e culturale.
Insomma, a tutto c’è un limite: perché anche il pastore tedesco non dovrebbe averne uno?