25 May 2005

I paradigmi della purga

Categoria:Cosazze qualunque — Damnesiac @ 1:53 pm

Esistono vari modi per eseguire una “purga“. Non un purga in senso stretto, sia chiaro, ma una operazione più o meno violenta, realizzata per eliminare definitavamente i propri stessi compagni di cammino politico, una volta conquistato il potere, al fine di restare soli al comando. Due, in particolare, sono i metodi classici ai quali si riconduce la maggior parte delle altre metodologie: l’uccisione con parvenza di legalità e l’uccisione brutale. Le massime espressioni di questi due metodi sono rispettivamente la purga staliniana e l’epurazione nazista. Analizziamoli brevemente.

IL PROCESSO KIROV
Il capolavoro delle purghe staliniane è il celebre processo Kirov. Quest’operazione fu perpetrata negli anni ‘30 del secolo scorso contro Sergej Kirov, amatissimo capo del Partito Comunista di Leningrado, e contro altre svariate decine di altissimi esponenti comunisti che insidiavano, in fatto o in potenza, il predominio di Stalin. Sul processo Kirov, che si articola in realtà in tre distinti processi, aleggiano ancora dubbi oscuri mai fugati dalla storiografia. Ma nonostante ciò, si tratta comunque di un modello didattico perfetto.
Dall’analisi del processo, dei resoconti stenografici e delle analisi storiografiche, si può estrapolare dal caso Kirov il seguente schema.

1. Il signor A, capo di Stato e leader di partito, teme che alcuni suoi compagni politici, i signori B, C, D, E, F e G, possano a breve o lungo termine offuscare la sua leadership.

2. In gran segreto, A fa ammazzare il signor B.

3. Il giorno dopo l’omicidio, A si presenta alla nazione scosso e turbato per l’accaduto, e promette giustizia.

4. Si apre un processo solenne dinanzi a un giudice, fedelissimo di A, e a un vasto pubblico di giornalisti stranieri, autorità internazionali e spettatori autorevoli, giunti apposta per testimoniare la regolarità dell’operazione.

5. Gli imputati sono i signori C, D, E, F e G. Le accuse: omicidio del sig. B, complotto ai danni dello Stato, alto tradimento con potenze straniere e/o nemiche.

6. In separata sede, gli imputati vengono torturati selvaggiamente, e/o ricattati con riguardo alle loro famiglie, ai loro figli, alle loro mogli.

7. Al processo, sotto gli occhi ammirati del mondo intero, gli imputati confessano ogni crimine. Si dichiarano complottisti, traditori, assassini. Spendono le proprie arringhe difensive per auto-calunniarsi.

8. Il giudice pronuncia la democratica sentenza. Per gli imputati C e D, pena di morte. Per i signori E, F e G, 10 anni di galera. Gli osservatori stranieri si compiacciono della diversificazione delle pene, e plaudono alla democraticità del processo.

9. C e D vengono fucilati il giorno dopo. E, F e G moriranno in carcere, in un momento qualunque, durante i successivi 10 anni.

*

LA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI
Laddove invece non esiste interesse a salvaguardare nemmeno una parvenza di legalità, si può agire come agirono le SS durante la celeberrima “notte dei lunghi coltelli“. Lo schema è il seguente:

1. Il dittatore non dorme sonni tranquilli perché percepisce che l’intera dirigenza di un corpo di polizia non gli è fedele, e teme perciò d’essere detronizzato.

2. Il dittatore allerta un altro corpo di polizia minore e parallelo, o una forza para-militare a lui fedele.

3. Nel cuore della notte, gli agenti del corpo di polizia parallelo o della forza para-miliatare, perfettamente coordinati, si recano contemporaneamente presso tutti i domicili delle vittime, massacrandole nel sonno.

4. I rimasugli del corpo di polizia decapitato, fiutando la mala parata, confluiscono tra le fila degli sterminatori. La crisi rientra, veloce come un lampo.

Un commento a “I paradigmi della purga”


  1. Paolo Pedone Dice:

    Always the same.Look yesterday. P

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