22 May 2005

I Gorillaz che non esistono

Categoria:Recensioni assai incompetenti — Midosuji @ 12:01 pm

i Gorillaz contemplano il nullaDemon days è il disco del 2005 indipendentemente da ciò che uscirà dopo o dagli altri eventuali capolavori che l’hanno preceduto. I Gorillaz non esistono e tanto basterebbe a renderli i migliori. A prescindere. Fatto sta che questo disco, a differenza dell’omonimo del 2001, è un disco molto pensato. Laddove quello era sgangherato e destrutturato questo è concepito e articolato. Le canzoni si sono fatte canzoni, il suono si è fatto omogeneo. Tutto è molto più a fuoco.
Il singolo, Feel good inc., trae in inganno nei toni e sconvolge per la sua assoluta perfezione formale. Un mix inattaccabile e iperbilanciato di indie pop, funk e hip hop. Ma soprattutto pop. Il resto dell’album tuttavia è quanto di più variegato si possa concepire e non lascia nulla di intentato: electro-gospel, inserti beachboysiani, post rock, post punk, retro-colonne sonore di film horror, dance anni 70 con echi electro-clash, indie-soul, hip hop e vago rumorismo, e qua e là fanno capolino anche gli archi, sempre sobriamente arrangiati. La produzione di Danger Mouse è molto più efficace di quella del predecessore Dan The Automator, il lavoro che lui e Damon Albarn hanno fatto è teso a formalizzare l’estetica dei Gorillaz, la loro poetica, a renderli “reali”. Poetica che è per forza di cose quella di un mondo senza vita, crudele ma spento, da cantare a mezza bocca. Il lato b del mondo post-atomico. I Gorillaz non esistono e lamentano la non più esistenza del mondo, il deserto arido e la discarica, mettono in scena l’implosione della cultura pop attraverso l’accumulo senza costrutto di elementi e riferimenti musicali, cinematografici, iconici. Non esistono i Gorillaz, okay, ma proprio per questo del mondo hanno i requisiti per essere i cantori più veri, fanno della virtualità l’elemento fondante della propria trascendenza. I Gorillaz sono un fumetto animato pop che interagisce col mondo reale attraverso la musica. O meglio che più che interagire dà accesso a un mondo virtuale che è l’elaborazione postmoderna del nostro e che canta proprio di noi pur essendo del tutto autoreferenziale. Questa è la vera rivoluzione dei Gorillaz, ciò che li rende molto più che un semplice oggetto pop: la finta coscienza, che però è vera perché nasce come arte prima che come coscienza.
Demon days

Nel video di Feel good inc. il gruppo sta suonando dal vivo in cima a una sorta di torre-ciminiera più alta del cielo e sporchissima. Quando si apre il ritornello un mulino volante compare tra le nuvole accompagnato dal sole e la melodia si fa pregna di un’insolita, dolce luminosità, quasi estatica. E 2-D canta:

windmill windmill for the land,
turn forever hand in hand,
take it all in on your stride,
it is sinking, falling down,
love forever, love is free,
let’s turn forever you and me.

L’amore di un pupazzo senza occhi.

(Il sito dei Gorillaz)

8 Commenti a “I Gorillaz che non esistono”


  1. andrè Dice:

    Applauses a Midosuji!

    Il lato b del mondo post-atomico

    L’altroieri ho visto il lato a.


  2. interrogator Dice:

    e bright eyes?


  3. Midosuji Dice:

    e bright eyes?


  4. s.y.n. Dice:

    e bright eyes?


  5. cicciodroga Dice:

    e stikazzi ?


  6. mp Dice:

    e bright eyes vaffanculo.


  7. ilvostroAffezionatissimo Dice:

    hai proprio ragione


  8. SILVIETHE STRANGE Dice:

    SIGNIFICA FORSE CHE 2D AMA NOODLE—–’

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