15 May 2005

Cronaca dell’Angelus n.3

Categoria:Vaticano Oggi — Damnesiac @ 12:23 pm

Un uomo deve riconoscere le sconfitte. E stavolta, lo ammetto, il pastore tedesco m’ha fregato. Ha cominciato l’angelus il regina coeli con più ritardo del proverbiale accelerato per Battipaglia, e sapete perché? Perché gallina che non becca ha già beccato! Le cose grosse, il pastore tedesco, le aveva già dette un po’ in settimana e un po’ durante la cerimonia precedente, con la quale ha ordinato nuovi preti (mentre Ruini, per non guastarsi l’appetito, ha ordinato solo un mezzo caffé freddo - ahahah!). Così in pratica mi sono perso il meglio. Pazienza. Comunque, visto che l’alternativa sarebbe dedicare le mattinate intere al paparatzo, per me - qualunque cosa dica - venti minuti di discorso dal balcone bastano.
E avanzano.

Oggi finalmente un discorso di pura religione. Senza pisciare fuori dal vaso, il pastore tedesco s’è limitato a dire: la Chiesa cattolica non può essere considerata solo come uno stanco e corrotto apparato burocratico di un osceno circo millenario.
Nient’affatto!
E’ uno stanco e corrotto apparato burocratico di un osceno circo millenario illuminato dallo Spirito Santo.
Il che, ai suoi germanici occhi, fa appararire la Chiesa non più come uno stanco apparato circense etc., ma piuttosto come una leggiadra e salvifica istituzione di fratellanza, multi-razziale, inter-classista e parzialmente scremata.

Questo il succo. Nell’ultimo regina coeli della stagione (da domenica prossima si ritorna all’angelus propriamente detto) non poteva mancare l’esibizione canora. Certo però che è un peccato: proprio quando una canzone sta per diventare l’hit della primavera-estate 2005, la si canta per l’ultima volta. Speriamo quantomeno che esca il singolo, così ce lo compriamo ORIGINALE (la pirateria uccide la religione, stanne fuori!)
Sarà stata un’impressione, ma credo d’aver sentito salmodiare il coretto di accompagnamento con lo stesso accentino teutonico del pastore tedesco. Se fosse vero, le spiegazioni possibili sarebbero due:
1) i collaboratori papali hanno la sindrome di Zelig;
2) anche tra i chierichetti vige lo spoil system.

Ultimo appunto: si registra - con piacere - la nota polemica non indifferente del vaticanista di SkyTg24. “Strana consuetudine“, ha detto, “questa di Benedetto XVI di ringraziare i fedeli per l’ascolto dell’angelus. Quasi come se ascoltare il papa fosse un omaggio a lui.
Bravo vaticanista, evidentemente gli è venuto dal cuore. Io, che vaticanista non sono, non ci avevo nemmeno pensato.

E con questo doveroso elogio della specializzazione e dell’a-ognuno-il-suo-mestiere, vi saluto e vi benedico solennemente.

2 Commenti a “Cronaca dell’Angelus n.3”


  1. olden Dice:

    Io penso che Ratzinger sia frù frù. Beninteso: non c’e’ nulla di male ad avere un papa gay. Però questo costringe a ripensare il soprannome di “Pastore tedesco”, che non si addice particolarmente alle sue impercettibilmente effemminate maniere.


  2. moretti Dice:

    Il mio cane pastore tedesco è femmina.Il suo nome è “Benedetta”.Questo papa dalle impercettibili maniere effeminate,invece,di guidare la Chiesa si mettesse alla guida di un corteo del “Gay Pride”,intonando il “Pater Noster” in “falsetto” e in tonalità voce bianca.Invece di costringere i suoi preti a castrarsi per il bene della chiesa,imponesse ai suoi porci preti pedofili la castrzione chimica.Così i chirichetti non verrebbero deflorati,nessuno si fa male e tutti potrebbero vivera felici e contenti,credendo alla “favola” che gli pare più bella.

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