12 May 2005

Doomsday scenario

Categoria:Gravi fatti — olden @ 12:13 am

Non chiedetemi quanto possa essere attendibile il sito del "Huffington Post": non ne ho la minima idea. Tuttavia, la notizia riportata da questo oscuro giornale online è suggestiva e inquietante al punto che potrebbe andare benissimo per un filmone di fantapolitica o per una spy story coi fiocchi: in breve - secondo il giornale che cita un libro firmato da tale Gerald L. Poser - i sauditi avrebbero in mano nientepopodimeno che qualcosa di molto simile all’  ordigno fine di mondo di kubrickiana memoria.

Si tratterebbe di un programma segretissimo, studiato e realizzato dai reali sauditi, per minare preventivamente tutti gli impianti e le infrastrutture petrolifere del paese. In caso di "attacco esterno o interno" al Regno dei Saud, sarebbero pronti un certo numero di ordigni nucleari a bassa potenza perfetti per disintegrare in un batter d’occhio l’enorme capacità produttiva di greggio dell’Arabia Saudita, primo produttore di petrolio al mondo.
E inoltre, benchè le bombette nucleari installate siano ordigni non in grado di causare un vero olocausto atomico per la popolazione, la contaminazione radiottiva delle zone interessate sarebbe talmente pesante da scoraggiare chiunque tentasse di ripristinare l’industria petrolifera del Paese.

La notizia - che proverrebbe da non meglio precisate "Intercettazioni elettroniche della NSA" - sembrerebbe lungi dall’essere dimostrata sulla base di fatti concreti. Tuttavia, l’ipotesi rimane un esercizio fantapolitico interessante e istruttivo: non è difficile infatti immaginare le conseguenze pratiche dell’eventualità di questo ingegnoso atto suicida, che non si faticherebbe a battezzare "la madre di tutti gli attacchi suicidi".

In pratica, non è difficile immaginare che uno stop totale e immediato della produzione petrolifera Saudita avrebbe conseguenze orripilanti sull’economia mondiale. Con effetto immediato, devastante e probabilmente irreversibile sul ciclo economico-finanziario dell’intero globo.
Proviamo ad immaginare lo shock petrolifero alla notizia dell’evento suicida in Arabia Saudita: barile di petrolio a 300, 400 dollari? Borse mondiali a -20% , -30% ?
Mano alle riserve di petrolio degli stati, immediatamente. Ok, ma quanto si puo’ tener duro? Gli esperti dicono 15 giorni, massimo 20 facendo attenzione agli sprechi. E poi?
Cosa attenderebbe il mondo? Giganteschi e prolungati black-out elettrici, saccheggio delle pompe di benzina da parte di automobilisti esasperati, fabbriche ferme, trasporti nel caos.
Gli stati che rinunciano alle accise sul petrolio , per compensare i vertiginosi aumenti. Niente da fare, non c’è tempo: il barile continua a aumentare, e gli stati sono ormai in bancarotta. Quanto durerebbe? Un mese? Due? Poi è la bancarotta globale, assicurata.

Insomma, si sprofonda tutti di colpo nel medioevo, con malcelata soddisfazione da parte degli Amish che rivendicherebbero di aver sempre avuto ragione.  
In definitiva, l’ipotesi è terrificante: e se davvero i Sauditi tenessero il grilletto sull’ ordigno fine di mondo? Quali sarebbero le implicazioni politiche di tutto questo?

Cosa potrebbero concedere i potenti del mondo in cambio dell’assicurazione che l’arma autodistruttiva saudita non venga mai usata?
E se l’Iraq fosse stato invaso soprattutto con l’intento di predisporre una "opzione B" per fare da tampone con le sue grandi riserve di petrolio in caso di utilizzo dell’ ordigno fine di mondo saudita?

Bene, credo di avervi dato abbastanza materiale per farvi una decina di notti insonni sognando di essere un famoso romanziere americano oppure un talentuoso sceneggiatore di Hollywood. Sì , insomma, credo di avervi dato abbastanza materiale per una decina di notti insonni e basta.

Paul Olden


L10 Web Stats Reporter 3.15