Vae victis (pensieri sparsi)
La moda revisionista sta raggiungendo il suo apice. Vae victis, dicevano i Romani, ed è inevitabile che il marxismo-comunismo sovietico, dopo la sua caduta, debba sostenere la boria dei vincitori.
Non c’e’ alcun motivo per contestare le affermazioni sulla natura autoritaria del Comunismo Sovietico: è stato un regime, e si è macchiato di gravi orrori come tutti i regimi dittatoriali sono soliti fare.
Quello che però mi irrita sono alcune cose: la prima è il tentativo di mettere nazismo e comunismo sullo stesso identico piano, che è un’operazione forzosa e storiograficamente scorretta.
La seconda è il fatto che - all’attenzione spasmodica verso gli orrori del comunismo - si aggiunga uno scandaloso oblio per il ruolo svolto dall’Armata Rossa nella sconfitta del nazismo, una lettura che arriva quasi a dimenticare che furono i soldati con la falce e martello a liberare i campi di concentramento, che arriva a dimenticare cosa fu l’olocausto per gli ebrei di quelle terre, sterminati dai nazisti in maniera molto piu’ sistematica che all’ovest. Senza l’intervento dei russi, a quanto sarebbe arrivato il numero degli ebrei uccisi?
La terza cosa, che forse mi infastidisce piu’ di tutte, è il fatto che - all’attenzione spasmodica verso i crimini di Stalin e compari - si contrapponga la totale cecità riguardo i giganteschi orrori causati dall’introduzione ultra rapida dell’economia di mercato in molti paesi dell’est. Una fretta di cambiamento - sponsorizzata dai capitalisti occidentali - che ha già causato milioni di morti per indigenza, milioni di orfani abbandonati per strada, milioni di alcolizzati senza lavoro, addirittura un calo demografico in Russia, e morti di freddo un po’ ovunque. E altre comode dimenticanze vanno a coprire la depredazione delle ricchezze naturali di quelle terre da parte di ricchi oligarchi mafiosi, che vanno a braccetto con altrettanti spaventosamente ricchi oligarchi occidentali; che poi sono gli stessi che - tramite le loro patinate fondazioni - elargiscono contributi agli intellettuali alla moda che lavorano per riscrivere la storia.
Nessuno vuole contestare gli orrori del comunismo, ma l’idea che il capitalismo sia esente da effetti violenti e devastanti è una mera illusione ottica costruita a tavolino dai vincitori.
cobra Dice:
Applaudo. Senza contare la parificazione tra l’ideologia comunista e quella nazista, per cui oggi si fanno passare gli ex-comunisti occidentali come sostenitori dell’autoritarismo e della repressione, fascisti di sinistra.
Peppe Dice:
Caro “compagno”, ti ricordo che gli “intellettuali alla moda” non sono coloro che vogliono -giustamente- “rivedere” la Storia (prassi ineccepibile sotto il profilo della ricerca storica) ma quanti a questa prassi si oppongono: coloro che, come te e tanti altri, si indignano quando sentono equiparare in senso negativo le due facce del Totalitarismo. E poi, a dirla tutta, i crimini perpetrati dal Comunismo non possono certamente essere circoscritti unicamente al periodo stalinista: questo è solo un comodo escamotage con il quale la Sinistra “post-marxista” (figlia di una “Dittatura del Proletariato” che non ha certo cancellato i mali e le ingiustizie del passato ma, se mai, ne ha aggiunti di nuovi) cerca di rifarsi una verginità politica.