Cronaca dell’Angelus n.5
Ehm… Allora… Devo premettere che non è colpa mia. Non è colpa mia se il pastore tedesco s’è presentato in anticipo. Ho passato la mattinata a studiare, poi alle 12, orario canonico dell’Angelus, ho acceso il televisore. E il papa non era al balcone. Non era neanche a Roma. Era a Bari. E aveva già fatto tutto. Praticamente aveva finito nel momento in cui avrebbe dovuto iniziare. E io, un palmo di naso. Quindi non so cosa abbia detto. Certo, l’ho letto oggi sui giornali. Ma questa dovrebbe essere la cronaca dell’Angelus, mica la cronaca delle cronache dell’Angelus, no?
Tuttavia, so cosa ha detto oggi. Ha sguinzagliato i vescovi sui referendum italiani. Ma in tempo di conclave, Ciampi aveva detto ai cardinali per chi votare? Non mi pare.
Parecchio tempo fa, quando lessi per la prima volta i quesiti referendari sulla “
Esistono vari modi per eseguire una “purga“. Non un purga in senso stretto, sia chiaro, ma una operazione più o meno violenta, realizzata per eliminare definitavamente i propri stessi compagni di cammino politico, una volta conquistato il potere, al fine di restare soli al comando. Due, in particolare, sono i metodi classici ai quali si riconduce la maggior parte delle altre metodologie: l’uccisione con parvenza di legalità e l’uccisione brutale. Le massime espressioni di questi due metodi sono rispettivamente la purga staliniana e l’epurazione nazista. Analizziamoli brevemente.
Demon days è il disco del 2005 indipendentemente da ciò che uscirà dopo o dagli altri eventuali capolavori che l’hanno preceduto. I Gorillaz non esistono e tanto basterebbe a renderli i migliori. A prescindere. Fatto sta che questo disco, a differenza dell’omonimo del 2001, è un disco molto pensato.
Ci sono diverse cose che si possono vedere, leggere o sentire che provocano un effetto contrario a quello che in un primo momento ci si potrebbe aspettare.
DIO, PATRIA, FAMIGLIA. Questo c’è scritto alla voce “Professione” sulla carta d’identità di Albano Carrisi. L’uomo, il fedele, il mito. “Talvolta la forza della ragione deve cedere il posto alla ragione della forza“, e “i Valori di mio padre io li ho capiti alla grande“. Sono piccole ma significative stille dell’ ‘Albano-pensiero‘, slogan travolgenti che hanno trasformato un Claudio Villa bis in un feticcio televisivo. L’icona illustrativa dell’evanescente concetto di identità italiana e occidentale. Tutti ormai si saranno accorti che da anni l’Italia subisce quotidianamente una iper-somministrazione di Al Bano per via catodica e cartacea.
E’ notizia di oggi. L’ex capocosca vicaria di Partinico, Giusi Vitale, ha rivelato di aver accompagnto una volta il fratello Leonardo, allora boss titolare, a una riunione della cupola, l’organo di vertice di ‘cosa nostra‘. Chiunque potrebbe immaginare una riunione del genere presieduta da Provenzano in persona, il grande capo dell’unico vero apparato autoritario supremo esistente oggi in Sicilia. Ma nessuno scrittore, o forse nessuna mente sana sarebbe mai riuscita a immaginarsi questo grande capo, il pressoché incontrastato dittatore di Sicilia, così come l’ha descritto la Vitale.
Non chiedetemi quanto possa essere attendibile il sito del "
La moda revisionista sta raggiungendo il suo apice. Vae victis, dicevano i Romani, ed è inevitabile che il marxismo-comunismo sovietico, dopo la sua caduta, debba sostenere la boria dei vincitori.