28 April 2005

Adesso basta

Categoria:Cosazze qualunque — Damnesiac @ 9:11 pm

Qui c’è un discorso serio che dobbiamo affrontare una volta per tutte.
Voi, e intendo tutti voi, la dovete smettere una buona volta di torturare Tommaso Labranca.

Adesso basta, avete capito? BA-STA.

Tommaso Labranca, per chi non lo conoscesse, è un raffinato scrittore milanese, traduttore poliglotta e autore televisivo.

Tra i suoi libri, alcuni dei quali davvero esilaranti, ricordiamo “Andy Warhol era un coatto“, “Chaltron Hescon” e “Neo-proletariato“. Altri, come “Grazie Fratello”, per la verità è meglio non ricordarli.


A questo sommario ritratto va inoltre aggiunto quanto segue.
Tommaso Labranca, persona molto educata e molto gentile, è il prototipo dell’individuo pacifico che non ha mai fatto male a nessuno. Lo dico perché c’ho avuto spesso a che fare.
Lui non ha l’odio come cifra stilistica, a differenza di Sgarbi. Non fa dell’invettiva la sua arma letale, a differenza di Evangelisti.

Soprattutto non è uno stronzo.
E’ soltanto uno che se ne sta sulle sue, e aspetta che gli si riconosca finalmente quanto gli spetta.

Quanto gli spetta è, più o meno, l’etichetta di intellettuale.

L’uso delle etichette è sbagliato, lo so, riduttivo, lo so, e anche ingiusto. Ma è un male epistemologicamente necessario. Per cui se un’etichetta di intellettuale esiste per qualcuno, Labranca la merita sicuramente. Perché è uno che ha studiato, è colto, sa un sacco di cose e tante altre le impara cammin facendo.

Fa riflessioni intelligenti e non scontate. E poi il modo in cui le esprime è caratterizzato dal wit, il che ne fa un esempio per molti, me compreso.

Ora, entriamo nel vivo. C’è una buona notizia e una cattiva.
Quella cattiva è che Labranca è affetto da un male oscuro: un orribile complesso. Non parlo di un complesso musicale, tipo i Franz Ferdinand o la Dj Francesco’s Band. Parlo di un complesso d’inferiorità, che fa soffrire troppo lui e anche coloro che lo leggono.
La buona notizia, se così si può definire, è che questo complesso non è auto-prodotto, ma indotto dall’esterno. Quindi si può eliminare facilmente.

Il complesso d’inferiorità di Labranca nasce dall’”incapacità”, ormai diventata rifiuto pregiudiziale, di fare l’impegnato. Cioè di occuparsi di temi “seri”: di politica, di cultura militante, di drammi sociali. Labranca preferisce parlare di tv, di moda, di musica, di reality show, di trash etc. Cioè, ferma restando la sua solidissima cultura classica, Labranca preferisce deliberatamente parlare di cose frivole. Questa scelta, divenuta ormai una crociata, non costituirebbe un peso per lui se gli altri non facessero di tutto per rinfacciarglielo.

Il problemaccio, infatti, è che se si parla di Labranca cani e porci si sentono subito in dovere di chiamarlo coglione perché non si occupa di cose serie. Scatta un meccanismo misterioso per cui viene ritenuto legittimo che tutti possano darsi esclusivamente alle facezie, tipo Busi ballerino in tv, Zecchi Torquemada delle Lecciso, persino Berlusconi studioso della mimica dei cabarettisti o Cheney cantante di canzoni idiote sulle aquile della libertà etc., l’elenco è lungo. Però non Labranca. Lui non può.

Lui, che non piscia fuori dal vaso e si occupa solo del campo che s’è scelto, società e costume, è un pirla. E’ troppo pirla, proprio perché non piscia fuori dal vaso.

Basta leggere il sito di Labranca per vedere come, a intervalli regolari di qualche mese, spunti fuori un Pincopallo qualunque a ricondurlo all’ordine, stile antico PCI, e a tentare d’imporgli un paradigma ideologico. Talvolta le sortite sono anche pesanti; roba da fare incazzare, da far perdere le staffe, da indurre a scrivere un trattato di 300 capitoli sui risvolti inediti della glottologia assiro-babilonese giusto per poi sbatterlo in faccia a gente come Filippo La Porta & co.

O almeno, io reagirei così. Scompostamente, come è mio stile. Invece Labranca si incaponisce sulle sue posizioni, frivolezza o morte, avanti avanti avanti fino alla vittoria finale.

Lascio ai critici letterari del futuro ogni riflessione sul fatto che Labranca sia figlio del disimpegno edonistico degli anni ‘80, che si sia cristallizzato in quella parentesi proprio per ribellarsi contro l’austerità quasi vittoriana della sua prima formazione e che sia poi rimasto nudo nell’attuale stagione segnata - più o meno - dal ritorno dell’impegno politico.

Mi limito solo a dire che la frivolezza di Labranca riguarda soprattutto la sua esteriorità. Lui (se lo posso dire) nutre precise idee e urgenze politiche, vota alle elezioni, s’interessa e indaga le cose del mondo con attento scrupolo di cittadino partecipe e consapevole. Molto più partecipe e molto più consapevole di tanti altri. Labranca ha un passato, un presente e certamente un futuro politico ben preciso.

Il fatto è che non vuole parlarne. Programmaticamente non pretende di cambiare le idee di nessuno. Secondo lui non è il suo ruolo. Insomma, ha in testa un concetto di “intellettuale” diverso da quello egemone.

Io, invece, un appello me lo permetto. Che più che altro è un ALT erga omnes. Eccolo:

su tutti coloro che si scaglieranno d’ora in avanti contro l’anarchico disimpegno intellettuale di Labranca, incoraggiando invece una sua immedesimazione organica con qualunque dottrina o organizzazione politica o filosofica, si abbatta implacabile e mortale il mio malefico anatema!

Sperando, con questo, di aver dato una mano ad un povero intellettuale ingiustamente perseguitato.

13 Commenti a “Adesso basta”


  1. Dust Dice:

    Pur non riuscendo a condividere alcune simpatie di Labranca - in primis i Duran Duran - apprezzo in modo incondizionato il rigoroso rifiuto di uscire dal suo “specifico” e l’evidente disprezzo per trombonismi e bor7ismi. Gli sarò grato in eterno per avermi folgorato - in tempi lontani e non sospetti - con la rivelazione del barocco brianzolo.


  2. interrogator Dice:

    l’unico vero intellettuale italiano?


  3. mp Dice:

    l’incipit è fulminante. cioè, l’idea stessa di fare un post su labranca è fulminante. insomma, come dire. non l’ho letto.


  4. Administrator Dice:

    Ero sicuro che annoiasse. Che dire? Ne riparleremo quando tutti lo rivaluteranno. Ovviamente post-mortem.


  5. Midosuji Dice:

    Ero convinto che fosse morto. Da anni.


  6. Damnesiac Dice:

    Come Bela Lugosi in “Ed Wood”.


  7. olden Dice:

    Come puo’ qualcuno dubitare dell’intellettualismo di Labranca?
    Ha decisamente tutto il necessario: una faccia da “non sono bello ma sono interessante”, gli occhiali con la montatura spessa da perfetto modernista, parla di Milano come fosse Parigi, ha la stroncatura facile ma poi conosce tutti e entra dappertutto.
    Nonostante tutto pero’ stasera ho letto volentieri i suoi pensieri su www.labran.ca .
    Nonostante questa genialata del dominio canadese, pero’ , l’intellettuale Labranca si tradisce evidenziando la sua totale ignoranza sulle cose di internet quando dichiara perentoriamente di aver chiuso un sito perchè arrivavano troppe mail di spam.
    Nessuno gli dica che bastava chiudere l’account di posta. Se provate a dirglielo potrebbe anche darvi dei veltroniani.


  8. dhalghren Dice:

    di labrabca posso dire con certezza che è molto brutto.


  9. Edoardo Dezani Dice:

    Era dai tempi di Zola che non leggevo j’accuse tanto giusto e vibrante


  10. Damnesiac Dice:

    Peccato solo per come ha reagito l’interessato.


  11. Edoardo Dezani Dice:

    allora viviamo davvero nel migliore dei mondi possibili, tutto è a suo posto


  12. Dottor D. Dice:

    Labranca “conosce tutti e entra dappertutto”? Ma quando mai!


  13. ? Dice:

    tu cosa ci guadagni a scrivere di T-La?

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