L’uomo tigre
Di ’sti tempi - non importa perché - mi sto occupando di adozioni. Sono “gomito a gomito” con le adozioni (e con l’aborto), come nella canzone di Elio e le storie tese. Chiaro quindi che io sia rimasto colpito dalla notizia, riportata su Repubblica, di una donna che sta allattando due tigrotti. Tempo fa si discuteva con i colleghi non di calcio, non di sesso né di politica o di scommesse. E nemmeno di Silvestro II, purtroppo. Si dibatteva se la conoscenza della propria natura biologico-genetica rientri o no nel diritto all’identità (e quindi se fosse importante per l’identità personale la conoscenza della propria madre biologica, oltre a quella adottiva).
Io dicevo sì sì sì e SI’. Ma altri dicevano no, che l’identità di un uomo è fatta solo dall’educazione che riceve e dell’ambiente in cui cresce, punto e basta.
Nella discussione prendevo come esempio Tarzan, l’uomo-scimmia. Tu dici Tarzan e sai di parlare dell’uomo-scimmia, dici l’uomo-scimmia e sai che parli di Tarzan. Ora, se qualcuno si riferisse a Tarzan dicendo solo la scimmia nessuno lo capirebbe. Io penserei all’anticristo, guarda un po’!
Tarzan è l’uomo-scimmia, biologicamente uomo e comportamentalmente scimmia. Va bene che l’hanno allevato solo le scimmie, che lui vuole bene alle scimmie e la sua vita è stata improntata tutta in modo scimmiesco, ma sempre UOMO resta! L’essere biologicamente UOMO fa parte della sua identità!
Purtroppo però in certi ambienti e con certe persone il solo parlare di Tarzan è squalificante. Ti prendono subito per cretino, sospettano che tu stia sviando il discorso e quindi non ti ascoltano. E vai poi a spiegargli che Tarzan è soprattutto un romanzo sulla teoria comportamentale, e la similitudine in fin dei conti non è peccato infamante. Niente da fare.
(L’apoteosi s’è raggiunta quando ho osato citare quel cartoon in cui un pulcino si convince che il gatto Tom sia la sua vera mamma - basato ovviamente sulla teoria dell’imprinting di Lorenz, peraltro premio Nobel per la medicina. Mi è stato risposto che “la vita non è un cartone animato” e io, con un profondo inchino, ho pensato: me cojoni!)
Adesso ciccia fuori a fagiolo la donna di Myanmar che allatta due tigrotti del bengala abbandonati dalla madre tigre. E cosa dice, la simpatica adottante?
Dice che “sono come figli miei”. Io godo.
Perché a questo punto direi ai miei colleghi (anzi, senza il condizionale: dico proprio, ché tanto mi leggono): è un errore parlare di tigrotti, giusto? Sono bambini, in carne e ossa, come lo eravate voi alla loro età!
Hanno una madre umana che gli vuole bene (”come figli suoi”), sono nutriti e coccolati e non gli manca proprio nulla. Meno che mai l’affetto.
Perché allora formalizzarsi su particolari come il mantello arancione scuro a striscie nere e le zanne, la visione notturna sei volte più acuta di quella umana e la simpatica tendenza ad uccidere tendendo agguati?
Che senso ha appuntarsi sulla loro appartenenza alla specie pantera tigris tigris, famiglia dei felidi, ordine dei carnivori, o sul loro diverso numero di cromosomi rispetto agli umani, sull’impossibilità per loro di fecondare chiunque non sia una tigre del bengala?
Sono bambini. E saranno uomini come noi, perché li ha adottati una femmina di uomo. La loro identità sarà pienamente umana, come quella di alcuni miei colleghi d’università, e come tutti gli umani saranno anche soggetti di diritti.
Dovranno andare a scuola e imparare a leggere (anche di notte, dati gli occhi che hanno) e scrivere con le zampe artigliate. Poi andranno al liceo e lì si troveranno una bella fidanzatina, bionda o bruna come la preferiscono. Faranno l’università e frequenteranno la facoltà che più li interesserà, che non sarà necessariamente veterinaria.
Poi si troveranno un buon lavoro e si sposeranno. Non potendo riprodursi, adotteranno un giovane ornitorinco, con la sua particolarissima cloaca unica nella quale sfocino le vie dell’apparato uro-genitale e il canale alimentare, e anche un bel totano violaceo.
Tutti insieme, andranno a festeggiare le nozze d’argento nel bar di Star Wars.
Sempre nella speranza, è chiaro, che una delle due tigri un giorno non dimentichi le buone maniere apprese nella famiglia adottiva, e si astenga quindi dal divorare in un boccone solo il totano, l’ornitorinco e anche quella vacca di sua moglie.
midosuji Dice:
hmm, io aggiungerei che la relazione simil-madre/figlio che si instaura tra la ex-birmana e i tigrotti è di tipo strumentale. senza parlare di supremazia alcuna dell’uomo su qualunque altro agglomerato (semi)senziente di carbonio, direi pure che un uomo, tarzan per esempio, nonostante e indipendentemente dal contesto scimmiesco, sviluppandosi in quanto uomo manifesta ed è portatore di caratteristiche bio-psichiche che gli consentono una crescita più “estesa” (non mi vengono parole più consone) rispetto a dei tigrotti allattati da una donna umana. anzi no, una crescita più duttile. i tigrotti non potrebbero mai assumere caratteristiche umane nel ragionamento, nel sentimento, nel codice comportamentale (evitare di sbranare se affamati ecc.), mentre a tarzan è dato - pur rimandendo uomo - di fare proprie caratteristiche scimmiesche, in chiave imitativa ma non strumentale. ciò è dato dalla coscienza di sé, che forse a un animale è preclusa. l’animale ha una coscienza di sé esclusivamente biologica, l’uomo oltre a quella biologica è dotato di una coscienza psichica. e inoltre c’ha le corde vocali.
Fabrizio Dice:
scorretto e sleale
1) perchè ci fai apparire come dei cretini
2) perchè il discorso era più complesso e si riferiva all’identità sociale
3) perchè tarzan non mi sembra esattamente l’esempio adatto, visto che noi ci stiamo riferendo a un tizio adottato da una famiglia di uomini, non di scimmie, la cui “conoscenza delle origini biologiche” significa solo sapere il nome di sua madre, senza il quale è campato per 32 anni, non di distinguere tra una scimmia o una tigre
4) perchè non ti possiamo rispondere
Damnesiac Dice:
Cosa?!
1) Non è vero.
2) Si riferiva alla ricerca delle proprie radici, diritto all’identità. Si parlava di “capriccio di conoscere la madre”, o sbaglio?
3) Scimmie e tigri sono ingigantimenti esemplificativi. Non si tratta solo di un nome, ma di andare a conoscere la madre. Anche Tarzan è vissuto 30 anni senza sapere cosa fossero gli umani. E poi è in concetto che conta: il corpo, il DNA, il sangue, le strutture cellulari e la storia del nostro concepimento, l’identità di nostro padre e nostra madre sono la NOSTRA identità! Educazione e famiglia non c’entrano con questo, non sostituiscono l’identità biologica. Come si fa a dire il contrario?
4) Ma allora con chi sto parlando?
Fabrizio Dice:
eh, ma io solo, e solo perchè sono passato per caso di qui
quanto al resto, se io dovessi oggi scoprire che i miei genitori non sono davvero i miei genitori sicuramente non la prenderei affatto bene, ma altresì credo che l’identità che ho adesso si sia formata soprattutto in relazione a loro, non ad eventuali altri due tizi
olden Dice:
Scusate, ma dibattete di un tema che non ha una risposta definitiva. La discussione è aperta, anche tra gli esperti.
Ad esempio, leggete qui:
http://www.rivistadidattica.com/potenzialita’_o_possibilita’_formative_di__umberto_tenuta.htm
syn Dice:
Ben fatto! Il mio gatto in casa peraltro è come se fosse mio fratello, anzi lo è.
Fabrizio Dice:
in compenso mio fratello è come se fosse il mio cane, ma questo non c’entra
Dott_Birra Dice:
skerzando e babbiando vi vorrei informare ke un caso di uomo allevato e cresciuto dai lupi (tipo libro della giungla) è successo veramente all’inizo del ‘900 mi sembra in america (se nn erro tra l’altro ne è stato tratto un film, mi sembra di troufou, kiedo scusa x il nome ke nn so come si scriva).
il ragazzo credo 18enne quando fu reintrodotto nel mondo “civile” ha dimostrato evidenti segni di disadattamento e anke ritardi d’apprendoimento. Quindi a mio avviso sia quello ke dici tu damnesiac sia quello ke diconoituoi colleghi nn è sbagliato, ma ora quello ke viene da kiedermi è ma ke futuro potranno mai avere quelle povere bestiole??? nessuno ci ha ancora riflettutto, cresceranno con dei coplessi grossi così e… nel frattempo mi è finita la birra e nn so + ke dire…
syn Dice:
Birra, tra una settimana quei canini inizieranno a diventare delle sciabole, solo così i “bambini” ritorneranno nel mondo che li appartiene.
midosuji Dice:
buffo dire “canini” di denti di felini.