17 April 2005

Breve storia della succesione papale

Categoria:Vaticano Oggi — Vaticanista @ 2:48 am

In questi giorni non c’e’ testata giornalistica, rotocalco, rivista di enigmistica che non dedichi inchieste e dossier ai candidati per la massima carica vaticana: i papabili, e’ il caso di dire.
Noi della Baia dei Porci invece di unirci a questo coro (evitando anche di essere smentiti dagli eventi) abbiamo deciso di dedicare un articolo di approfondimento alla storia della successione al Soglio Pontificio.

Il Conclave che si riunira’ lunedi’ prossimo si atterra’ alle norme legislative definite nell’Universi Dominici Gregis, promulgata da Giovanni Paolo II, che mantenne la forma data da Paolo VI, coll’esclusive modifiche dell’abrogazione dei sistemi d’elezione per acclamazione e per compromesso e l’introduzione della possibilita’ di ricorso al quorum o al ballattoaggio.

Ma l’elezione dei papi subi’ varie incarnazioni nel corso della storia della Chiesa. La pratica del Conclave e’ infatti relativamente recente (risalendo al XIII secolo) e la sua prima occorrenza fu fortuita e non preordinata, a testimonianza dell’intervento dello Spirito Santo nella vicenda: il Sacro Collegio, ospite di Viterbo, dopo ventisette mesi di bagordi a spese del governo locale fu rinchiuso a forza affinche’ pervenisse il prima possibile alla scelta di un successore, senza gravare ulteriormente sulla casse della citta’.

La scelta cadde poi su Gregorio X, che forte dell’esperienza vissuta, defini’ ufficialmente l’istituzione del Conclave. Come ogni aspetto ecclesiastico le forme si sclerotizzarano presto in tradizione, cosicche’ il carattere coatto di quel primo Conclave segno’ i successivi fino al secolo scorso: i Cardinali avevano diritto a due pasti al giorno, formati da una sola portata, e dopo il trentesimo giorno le razioni si riducevano a pane ed acqua.

Tale durezza, se da una parte agevolo’ la prontezza nell’elezione dei nuovi pontefici, dall’altra provoco’ in alcuni casi scompensi fisici e mentali ai partecipanti se non la vanificazione degli sforzi fatti: e’ eclatante, a questo proposito, il caso di Papa Stefano II, che, eletto dopo aver scontato la clausura insieme agli altri Cardinali, mori’ per un colpo apoplettico appena tre giorni dopo la nomina.

Un caso simile a quello di Gregorio X fu l’elezione di Celestino V: la situazione di stallo tra Guelfi e Ghibellini che durava ormai da quasi un anno fu smossa dal futuro Papa, monaco asceta molisano, con una lettera nella quale intimava una scelta rapida, pena l’ira di Dio. Ai Cardinali, consci della sicurezza di Celestino sulla reazione divina (aveva avuto il monito in sogno), non resto’ che adeguarsi ed eleggere lo stesso quale successore Petrino.

La scelta non fu pero’ sempre appannaggio dell’ordine cardinalizio: originariamente, quale Vescovo di Roma (e come ogni altro vescovo), il Papa veniva eletto dal clero e dai fedeli della citta’ e delle comunita’ cristiane limitrofe: a tal proposito e’ famoso il caso di Papa Facondo I, che al fine di supportare la propria candidatura grazie alla fida clientela di cui poteva godere nelle Cicladi, di cui era originario, sostenne con ardite motivazioni teologiche che le isole erano da considerarsi dirimpettaie delle citta’ con uno sbocco verso il mare (tra cui Facondo annoverava anche Roma), dal momento che la separazione geografica dovuta alle distese d’acqua non era da considerare tale. Il ragionamento gli valse la nomina papale, ma provoco’ lo scisma nestoriano dell’Anfibismo.

Con Constantino, dopo la parentesi protocristiana, la nomina papale divenne appannaggio imperiale. Tale primato resto’ a Bisanzio e, successivamente, alla Casa di Sassonia, ai cui imperatori era sottoposta l’accettazione dell’eletto.

Non mancarono ovviamente episodi di simonia: e’ il caso di Papa Benedetto IX, il quale occupo’ la carica per ben tre volte. Nipote dei due papi che lo precedetterono (uno dei quali, da laico, fu ordinato vescovo prima della consacrazione), ottene lo scranno dal padre (Conte di Tusculum) in giovanissima eta’ (dodici anni secondo alcuni, piu’ probabilmente diciotto). Venne cacciato e sostituito per ben due volte fino a che, mosso dal desiderio di sposarsi e dimostrando la nobilta’ del suo animo e la volonta’ di non infangare il sacro incarico col tradimento del celibato, decise spontaneamente di vendere (per 650 kg d’oro) il proprio ufficio a Papa Gregorio VI.

Un commento a “Breve storia della succesione papale”


  1. moretti Dice:

    Immagine stupefacente!?!!

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